UNITA’ DEI RIFORMISTI 25 APRILE 2016


TRE PUNTI :

1.- ELEZIONI AUSTRIACHE

2.- Strategia Europea per crescita, lavoro e stabilità

       proposta del M.e.f. italiano alla Commissione Europea

3.- PROPOSTA SOROS

 

1.- ELEZIONI AUSTRIACHE

  La data di redazione di questa nota non è casuale.

L’esito del primo turno alle elezioni presidenziali austriache segna un altro passo verso il tramonto delle ideologie del Novecento e dei partiti ad esse legati ?

Collassano i partiti popolare e socialista, quello che fu il partito liberale ( da tempo espulso dal gruppo internazionale dei liberali ) si è tramutato in veicolo del virus xenofobo ed antieuropeo.

L’opinione pubblica del vecchio continente, parafrasando E. Scalfari, sembra sempre più  composta  da “nuovi Barbari” che parlano un linguaggio e che pensano in termini diversi da quelli  dell’antica cultura politica sorta fra il Secolo dei Lumi e le Rivoluzioni nazionali e sociali.

Occorre imparare il nuovo linguaggio, fatto anche  di risposte a problemi molto “mediatici” e semplificati.

La sfida per i Riformisti è di riuscire a farlo senza tradire le proprie origini ed una cultura elaborata nei secoli . Una cultura che dei tre filoni sopra menzionati deve recuperare una sintesi , poiché di fronte alla “barbarie” semplificatrice del moderno isolazionismo europeo occorre rispondere con proposte chiare ma dalle basi complesse, di cui nessuna scuola degli antichi pensieri è unica depositaria.

Soprattuto la sfida per i Riformisti,  in tutta Europa ( ma specie in Italia), è di vincere la babele dei linguaggi nazionali e le divisioni fra correnti, che li frazionano ed impediscono di giungere alla giusta sintesi di una proposta politica di ampio respiro, unica che possa salvare loro e l’Europa stessa.

Ecco che da alcune idee, fra cui diverse  avanzate  in queste settimane proprio dall’Italia, può emergere  quanto serve per ridefinire un disegno riformatore , europeo, per la sicurezza e la stabilità economica e democratica.

Tentiamo qui una sintesi dei concetti principali come base per provocare i riformisti d’Italia e d’Europa ad una discussione fuori da logore divisioni e per un riscatto degli ideali europei .

2.- Strategia Europea per crescita, lavoro e stabilità

proposta del M.E.F. italiano alla Commissione Europea.

Occorre una politica europea per rispondere ai crescenti squilibri economici, rispondere al crescente senso di insicurezza degli europei a fronte dei problemi sociali ( di cui sopra ) e del fenomeno migratorio.

Un mix di politiche globali Un approccio globale per un’Unione economica e monetaria più sostenibile e resiliente dovrebbe mirare a rafforzare il potenziale di crescita e al tempo stesso a migliorare la capacità di aggiustamento e la flessibilità dei mercati in tutti gli Stati membri, anche attraverso una migliore condivisione del rischio. Questo obiettivo politico può essere pienamente raggiunto con un mix di misure a breve e lungo termine. Occorre accelerare l’azione su più fronti: le riforme strutturali, gli investimenti, l’occupazione, il settore bancario e il mercato interno. Queste azioni su diversi fronti sono complementari e sinergiche.”

.maggiore flessibiltà nel patto di stabilità

.politica di bilancio attiva:  avanzi nelle partite correnti dovrebbero essere bilanciate da politiche di investimenti  pubblici e privati, con raccomandazioni sulle politiche fiscali valide per l’insieme della zona euro.”Le riforme strutturali dovrebbero sostenere il riequilibrio sia nei paesi in surplus sia in quelli in deficit creando opportunità di profitto che stimolano gli investimenti.”

.investimenti:Il potenziale ruolo di catalizzatore del piano (Juncker) deve essere sfruttato appieno, in sinergia con le risorse provenienti dal bilancio dell’UE e dalle risorse nazionali, incluse le banche di promozione nazionale, per creare vere iniziative europee di investimento volte a finanziare i beni comuni europei, come le reti trans-europee o l’Unione energetica europea. “

.Unione Bancaria: “Nonostante gli innegabili progressi, l’Unione bancaria resta ancora incompleta e richiede di essere dotata di strumenti efficaci da utilizzare nell’evenienza di crisi sistemiche. Un quadro di condivisione dei rischi si rende necessario per creare le condizioni di una credibile stabilità finanziaria. Un Sistema Europeo di Garanzia dei Depositi (European Deposit Insurance Scheme – EDIS) migliorerebbe significativamente il funzionamento dell’Unione bancaria e assicurerebbe una maggiore efficienza e stabilità finanziaria. Inoltre rafforzerebbe la fiducia, che è un fattore chiave del successo dei sistemi bancari, contribuendo ulteriormente a ridurre i rischi sistemici. “

. Rafforzamento del Mercato Unico:  “Vanno nella giusta direzione gli sforzi in corso per rivitalizzare il Mercato unico, volti a rimuovere gli ostacoli alla creazione dell’Unione dei mercati di capitali, superare la frammentazione del mercato dell’energia, e promuovere l’economia digitale e l’innovazione. “.Occorre maggiore integrazione nel segmento dei mercati nazionali dell’energia. Inoltre “Le aree di riforma più promettenti includono: la riforma della pubblica amministrazione, che comprende la disciplina degli acquisti del settore pubblico, e la riforma della giustizia civile.”

.Lavoro: “È necessario un approccio innovativo per promuovere e facilitare aggiustamenti dei mercati del lavoro nell’area euro. In particolare, data l’assenza di tassi di cambio, l’aggiustamento di fronte a choc ciclici avviene nella maggior parte dei casi attraverso l’occupazione”

si propone: Un fondo di stabilizzazione del mercato del lavoro nelle fasi di crisi ciclica; Uno schema di assicurazione contro la disoccupazione. Il tutto con la previsione di meccanismi per evitare comportamenti opportunistici ed evitare trasferimenti persistenti.

.Flussi migratori:Per i rifugiati è necessaria una politica di lungo temine, poiché il fenomeno è destinato a durare. Condividere tra l’UE e gli Stati membri la responsabilità per la gestione dei confine esterni sarebbe molto più efficace della dialettica tra le istituzioni comuni e i singoli Stati. “ si veda il complesso di proposte sul Migration Compact.

Conclusione: se occorrono politiche di lungo e medio termine

Trasformazione dell’ESM in un Fondo Monetario Europeo

L’introduzione di un sussidio di disoccupazione europeo

Un Fondo Comune  per la gestione dei confini esterni

allora:

“Nel lungo periodo l’Unione Monetaria dovrebbe avvalersi di una propria capacità di bilancio finalizzata alla promozione degli investimenti e ad attivare meccanismi anticiclici. In un’area fortemente integrata quale l’Unione Monetaria Europea i beni pubblici possono essere forniti a livello sistemico meglio che a livello del singolo Stato, come nei casi degli investimenti su larga scala, della funzione di stabilizzazione e dei finanziamenti delle politiche degli Stati membri con ricadute esterne positive. Queste funzioni potrebbero essere gestite da un Ministro delle Finanze dell’Eurozona. Il valore aggiunto di un Ministro delle Finanze europeo sarebbe di attuare una politica di bilancio comune in modo coerente ed internamente equilibrato, a livello aggregato. A tal fine sarebbe necessario un vero e proprio bilancio dell’Area euro dotato di adeguate risorse. Ovviamente il Ministro dovrà ricevere una investitura politica per svolgere in modo efficace il suo mandato. La figura del Ministro dovrebbe essere prevista istituzionalmente all’interno della Commissione europea, come avviene per l’Alto Rappresentante per la Politica Estera, ed avere un forte legame con il Parlamento europeo. “

Migration compact

Occorre riformare il principio di Dublino : va istituito il ricollocamento dei rifugiati su base europea; per proteggere Schengen occorre proteggere le frontiere esterne attraverso una cooperazione fra paesi di origine e paesi di transito e destinazione;

 

3.- Queste idee avanzate dal Governo italiano trovano una articolazione ben definita in un piano proposto da George Soros e pubblicato sul sito “Social Europe” nello scorso settembre.

Proposta Soros

1.- Occorre ripartire equamente il peso entro l’UE di almeno 1 milione richiedente asilo. Per il prevedibile futuro. Il costo per i prossimi 2 anni sarebbe di 15.000 eur per r.a. (r.a.= richiedente asilo)
La proposta è di finanziare la somma con Obbligazioni Europee. Ciò servirebbe anche da stimolo fiscale all’economia europea
2.- Occorre finanziare anche Libano, Giordania e Turchia per i 4 milioni di rifugiati che vivono in questi Paesi; occorrerebbero 5.000 eur per richiedenti asilo. e creare qui e in Marocco e Tunisia zone con agevolazioni economiche atte a creare lavoro per i locali ed i rifugiati
3.- Bisogna avviare subito una Agenzia per l’Asilo e la Migrazione con un’unica Guardia di frontiera al posto delle 28 polizie di frontiera europee inefficienti e costose.
4.- Per evitare le pericolose fughe via mare occorre creare delle vie sicure, in Italia e Grecia, in direzione dei paesi di destinazione dei r.a. Per questo occorre avviare centri di raccolta nei Paesi di frontiera come la Turchia
5.- per fare ciò occorre avviare accordi con tali Paesi pr stabilire standard omogenei di accoglienza
6.- Per gestire l’accoglienza di 1 milione di r.a. All’anno occorre il settore privato, inteso come Ong, gruppi ecclesiali e imprenditoriali che agiscano da sponsor del piano.
Questa la risposta a piani come quello ungherese che subordina i diritti umani agli interessi nazionali.

I punti sinora sintetizzati rispondono a talune fra le maggiori urgenze reali e percepite dall’opinione pubblica europea.

La proposta è che su di esse si articoli una azione la cui base è la condivisione unitaria di tutto il P.D.; per iniziare il P.D. Lecchese.

Ma l’idea è  di portare a livello regionale lombardo il frutto della discussione per una Conferenza dei Riformatori  Europei  che dia il segnale di una ritrovata unità d’intenti e capacità di leadership .

 

http://www.mef.gov.it/…/documenti/Una_strategia_europea_condivisa

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2016-04-17/migration-compact-bruxelles-apre-080411.shtml?uuid=AC8qla9C

Rebuilding The Asylum System

 

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