Una riflessione sullo “stato del partito” 25 giugno 2016


c.- Una riflessione sullo “stato del partito”  25 giugno 2016 a cura di Augusto Rimini

C1. – Scollamento e sue possibili cause   

C2.- Critica alla Segreteria Nazionale.       

C1.- La vittoria di Matteo Renzi alle elezioni per la segreteria PD, 8 dicembre 2013, è stata basata su una piattaforma che si chiamava CAMBIARE VERSO: al partito, all’Italia, all’Europa.

Questa è la premessa di tutto il presente appunto. Dal momento in cui Renzi è diventato segretario ogni sua azione si è basata su quella piattaforma.

Il sito www.europasiamonoi.wordpress.com/cambiare-verso-2013/ riporta il programma intero in PDF sul sito wordpress, che usiamo da tempo per archiviare documenti e immagini.

Il problema che si è presentato subito è stato quello della discrepanza fra composizione politica della Assemblea Nazionale, chiaramente a maggioranza di sostenitori del segretario, e le assemblee provinciali elette con gli iscritti solamente.

Il partito a livello Nazionale non si è curato sufficientemente (forse del tutto) di questa discrepanza e ha perciò permesso la creazione di un distacco che si è via via allargato nei due anni successivi. Ciò è avvenuto in pratica dappertutto.

I fatti, e cioè le scelte politiche che hanno determinato questo “scollamento” sono di seguito indicati in maniera esemplificativa, ma possono essere approfonditi ulteriormente per cercare di colmare il fossato, restringerlo, farlo diventare quasi una opportunità di confronto piuttosto che sempre di scontro. Questa operazione esplicita l’obiettivo unificatore che ispira il documento. !!!

Proviamo perciò a esemplificare:

  • il mancato concorso di idee tramite il sindacato, che è sempre stato caratteristico delle precedenti conduzioni del partito. Rientra nella ipotesi del Segretario quello di liberare il Partito dalla tutela sindacale come indicatore di una svolta nelle relazioni sociali. Ciò ha portato a far “distaccare” molte persone vicine al sindacato e in esso operative che non si sono più sentite valorizzate sul piano della politica nazionale: possiamo citare Merate (ben conosciuto da membri del gruppo) che è un esempio di quanto sopra presentato, e la cattiva situazione del Circolo di Merate ( e non solo, di Verderio, di Robbiate, di Imbersago) è inizialmente riconducibile al primo “strappo”.
  • La scelta di favorire al massimo possibile la ripresa degli investimenti tramite azioni di riduzione del costo del lavoro, di riduzione dell’IRAP, di aumento dell’ammortamento sui macchinari, di riduzione dell’IMU sugli investimenti imbullonati, ha portato a ulteriore difficoltà nel rapporto col sindacato e con la militanza più tradizionale. E’ stata vista come politica di destra e tale ne è la percezione nell’elettorato e anche in parte di militanti più vicini al partito.
  • L’apprezzamento alle scelte di Marchionne sul contratto di lavoro di Pomigliano d’Arco è sulla stessa linea; il risultato documentale della operazione è stato positivo nel senso della realtà, ma la sua percezione rimane negativa !!!. (possibile esempio di motivazione …… vissuta direttamente da Augusto Rimini, testo dell’accordo sul punto in contestazione)
  • Invece sulla linea della ricerca di accrescere il potere di acquisto dei più deboli percettori di reddito, mediante i famosi 80 €, siamo andati verso una azione dichiarabile facilmente di sinistra; ma su di essa invece di trovare e approvare ragionamenti di compatibilità vi sono state ulteriori divisioni: tipiche frasi “chi è rimasto fuori, …. non basta, ….. sembra di voler comprare i voti”. Non si è quasi mai riusciti a comprendere o condividere la volontà prima e dichiarata, e cioè quella di aiutare a ridurre le disuguaglianze e di favorire i più poveri percettori di reddito, permettendo nello stesso tempo di accedere ai consumi essenziali.
  • In complesso queste azioni, che vanno verso una maggior crescita di produttività e di competitività, sono viste facilmente come divisive nell’ambito del Partito. (Considerazioni “tecniche” di Pietrobelli sulla correttezza “teorica” delle scelte …… )
  • Le scelte sul merito, e quindi sul rigore dei comportamenti, sono stati viste come punitive, invece che come indicative di una volontà di far Cambiare Verso allo stile lassista con cui siamo stati individuati sempre nel mondo e che ha caratterizzato decenni di attività della pubblica amministrazione.
  • Potremmo continuare su altri fronti, la scuola (………), la legge sul lavoro (………), la legge sulla P.A. ( …… ), la legge di riforma della giustizia (……. ), ecc. ; in sostanza l’obiettivo di questa parte del messaggio è orientato a mostrare la coerenza delle scelte del Segretario, commisurate anche alle possibilità/limiti della maggioranza di governo e agli obiettivi economico-finanziari compatibili con la stabilità finanziaria e i vincoli determinati dalla nostra partecipazione alla Unione Europea. Su ciascuno dei punti citati si può ragionare per cercare di comprendere le motivazioni delle scelte, che si inquadrano nel programma di base del Segretario, che rappresenta il Partito ed ha il supporto della Assemblea Nazionale.
  • Da ultima, recentissima, la legge sui diritti civili che rappresenta un punto di compromesso fra il tutto (desiderato e propugnato certamente dal partito nella sua maggioranza, e il niente ottenuto sempre, finora, da tutti i governi passati. !!!! E’ un segno della maturità e della capacità di mediazione del nostro Governo da un lato, e della radicalità poco disponibile alla reale possibilità, dall’altro.
  • Queste considerazioni riguardano essenzialmente la ricerca e lo sforzo di Cambiare Verso all’Italia; oggettivamente molto è stato fatto in questo aspetto “parziale” del Cambiare Verso. Ma sul lato Partito ciò non ha dato i frutti necessari e sperati.

C2.- Critica alla Segreteria Nazionale.

Alcuni di noi sono stati, e lo sono tuttora, molto critici per la azione insufficiente che la Segreteria Nazionale ha svolto nei confronti del partito;

COSA E’ MANCATO ?  In estrema sintesi, il coinvolgimento del Partito a livello centrale verso le strutture periferiche. Molti dicono che il Segretario del Partito non deve essere contemporaneamente Presidente del Consiglio; ma la soluzione potrebbe essere cercata nel metodo di gestione del Partito anche senza la separazione delle due cariche. Si tratta in sostanza di comprendere bene la necessità di curare le strutture del territorio, di seguirne lo sviluppo, nel motivarle a rappresentare il Partito.

Il risultato di questa carenza si vede nella situazione di impoverimento che il partito ha avuto e ha, sul piano politico, nella periferia. Qualche esempio qualitativo di ciò che avrebbe potuto “facilmente” essere fatto:

  • – quando si avvia un progetto, operare in modo approfondito per sondare il polso della base, fornire elementi di conoscenza e di limitazioni, raccogliere riflessioni e proposte; i mezzi tecnologici non mancano !! (il canale della enews ha scarsi poteri formativi; è troppo personalizzato in una ricerca di consenso emotivo più che di vero contenuto).
  • – quando si decide in assemblea Nazionale, si deve far scendere subito sia l’informativa sia le motivazioni; vi sono i rappresentanti territoriali eletti che potrebbero ben farlo ma non si ha il sentore di una effettiva azione in tal senso. Sembra che non ve ne sia il motivo.
  • – quando si votano cambiamenti rispetto alle linee scelte in assemblea, si deve far scendere subito informazioni per avere riscontro. Spiegare i motivi, che nella maggior parte dei casi sono di compatibilità di governo. Si è fatto alcune volte, ma troppo poche secondo noi.

E’ chiaro che noi riteniamo che alla debolezza della segreteria Nazionale nei confronti del partito abbia fatto riscontro anche una debolezza politica delle strutture periferiche; esse non si sono sentite sufficientemente motivate a surrogare le carenze del “Nazionale” o forse a stimolare fortemente il “Nazionale” per dar vita alla azione di formazione della cultura politica indispensabile, data anche la diversa composizione politica di periferia e centro a cui si accennava all’inizio.

Un obiettivo di questa Conferenza Programmatica Provinciale, dal nostro punto di vista, è perciò  anche questo: rinforzare l’azione politica della Federazione. Ne accenneremo al punto d.-

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