RIFLESSIONE POLITICA


Mi sembra di poter dare un elementare contributo al dibattito sul tempo delle elezioni.

Sintesi del documento seguente, sue conclusioni.

Gli argomenti su cui concentrarci sono due

A.- RIFORME PERSEGUIBILI NEL PAESE CON LA PROSPETTIVA DI REALIZZABILITA’ E DI RISULTATI OTTENIBILI

B.-RIFORMA ELETTORALE CHE POSSEGGA INTERNAMENTE CRITERI OMOGENEI PER LA BUONA GOVERNABILITA’ IN CAMERA E SENATO.

Le elezioni sono una conseguenza di questo sforzo.

Di seguito una riflessione più estesa.

1.- Le riforme istituzionali impostate dal governo Renzi hanno trovato quasi tutte una prima formalizzazione.

Elenco quelle che mi sembrano le principali:

  • sul lavoro – jobs act, decreti sulla decontribuzione, eliminazione dell’Irap sul lavoro dipendente
  • sulle tasse: oltre alla decontribuzione e alla eliminazione dell’IRAP, riduzione di 80 € per determinate fasce di contribuenti, sua estensione recente, decontribuzione sugli investimenti
  • sulla giustizia civile,
  • sulla Pubblica Amministrazione malgrado uno stop formale su un particolare aspetto della legge.
  • Sulla scuola che ha prodotto la assunzione di oltre 100.000 precari e avviato molte sperimentazioni.

2.- Mancano però molti decreti attuativi senza dei quali l’effetto dell’applicazione delle leggi è molto parziale. (politiche attive sul jobs act, ad esempio, P.A., Scuola)

Andrebbe approfondito quanto manca per l’effettivo dispiegarsi degli effetti delle leggi.

Alcune riforme sono in fase di “panchina” in Parlamento per difficoltà intrinseche nella maggioranza attuale. (concorrenza, giustizia Penale, testamento biologico …. )

3.- la maggioranza di governo è sempre la stessa e quindi il cammino delle riforme è quello precedente al governo attuale (o dovrebbe essere)

4.- La Riforma Costituzionale NON è stata approvata. Ma i suoi effetti operativi sul cammino delle riforme non sono tanto concreti ma psicologici.

5.- La decisione della Consulta sulla legge elettorale Italicum è appena stata pronunciata.

————  ——————  —————–

Questo è il quadro della situazione a oggi; per cui a me sembra che la PALUDE di cui parla Matteo Renzi ( e il suo rischio) sia dovuta essenzialmente alla crisi interna al Partito Democratico. Dico Interna perché in termini di gradimento nel voto non vi sono segni vistosi di declino, o forse anzi vi sono ricuperi.

7.- Ciò che penso necessario e urgente è una riflessione progettuale sulle “cose” da farsi nel periodo che in ogni caso ci separa dalle elezioni, breve o lungo (al massimo un anno) che sia.

Progettuale significa: tenendo conto dello stato delle riforme, dello stato della economia e della finanza, della situazione internazionale, della situazione sociale del Paese, impostare un realistico progetto per la prossima legislatura e pensare a come arrivarci in posizione sufficientemente forte per poterlo gestire, nel Paese e nel Parlamento.

8.- Da qui perciò l’avvio, in parallelo alla azione progettuale, di una operazione veloce ed equilibrata sulla legge elettorale del Senato per renderla compatibile razionalmente con quella della Camera.

Ripeto qui quanto scritto nella introduzione: gli argomenti su cui concentrarci sono due

  • RIFORME PERSEGUIBILI NEL PAESE CON LA PROSPETTIVA DI REALIZZABILITA’ E DI RISULTATI OTTENIBILI
  • RIFORMA ELETTORALE CHE POSSEGGA INTERNAMENTE CRITERI OMOGENEI PER LA BUONA GOVERNABILITA’ IN CAMERA E SENATO.

Il lavoro politico del Partito a mio parere deve concentrarsi su questi due aspetti con le responsabilità che competono ai diversi livelli di appartenenza,

  • Iscritti,
  • Militanti,
  • Assemblee elettive, provinciali, regionali, nazionali,
  • Direzioni ai diversi livelli.
Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: