Presa di distanze dall’ANPI


Vittorio Addis e Anna Quaroni Rimini prendono le distanze dall’ANPI per svariati comportamenti inammissibili in una associazione che trae le sue origini dalla Resistenza. Di seguito i due articoli:

Dove sta andando l’ANPI ?  ANNA RIMINI QUARONI

Prima stupefatta poi sgomenta ho letto sui giornali di due episodi di cui l’ANPI è stata protagonista durante quest’ultimo periodo.

Come forse è noto, il primo episodio ha per teatro la piazza laziale di Latina. Qui troviamo l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia fisicamente a fianco della fascisteggiante Forza Nuova, l’una e l’altra a incoraggiare alla medesima scelta per il NO al Referendum costituzionale.

Ma, come se questo fatto non rivestisse già di per sé un penoso carattere di ambiguità, il Responsabile ANPI non si perita di riferirsi a Renzi testualmente come ad una persona “peggiore del Duce”.

In primo luogo posso solo ritenere che questo Responsabile non conosca la Storia, né abbia la più pallida idea delle immense sofferenze causate all’Italia dalla dittatura di Mussolini: assassinii politici, galera, torture, distruzioni e morte nella campagna di Russia, nelle città bombardate, fra i partigiani, nella guerra di liberazione dalla occupazione nazista.

Si può scusare tanta ignoranza?

In secondo luogo ritengo che tale comportamento metta inequivocabilmente in luce come la campagna, condotta dall’ ANPI in quella piazza per le ragioni del NO, non verta a spiegare nel merito i motivi di questa scelta ma venga viceversa utilizzata come “arma impropria” per “mandare a casa Renzi”.

Tutto ciò senza tenere nel minimo conto di quanto sia importante per il nostro Paese non delegittimare, con insulti e con il voto, usato in questo modo distorto, l’azione di Renzi in Europa, legata al superamento della austerity e alla rivendicazione di aiuto per terremoti e migrazioni.

Per tornare alla piazza di Latina, mi sarei aspettata un intervento chiarificatore al riguardo da parte dei massimi organi della dirigenza ANPI, trattandosi di un tema che riguarda un valore fondativo  della Associazione.

Nulla di tutto questo.

Invece …..

A pochi giorni da questo grave episodio, a Montebelluna, viene negata dal locale dirigente ANPI la tessera di rinnovo alla deputata Laura Puppato, colpevole di dichiararsi per il Sì al referendum e di operare per la sua prevalenza.

In questo caso, a differenza dell’altro, ho colto una intransigenza a dir poco eccessiva, poiché si tratta di un tema assolutamente di non pari rilievo, dalla natura contingente e suscettibile di diverse valutazioni.

Comunque credo risulti evidente la sproporzione fra l’atteggiamento lassista dell’ANPI su un fondamentale tema identitario e quello rigido su un tema di così diversa e minore importanza.

La mia vita mi ha trovato in diversi luoghi e momenti, anche istituzionali, a tenere alti tanto i valori della Resistenza quanto la Memoria del costo altissimo con il quale tali valori sono stati riconquistati attraverso la lotta al nazi-fascismo.

Continuerò a considerare i cinque anni di guerra e di occupazione Nazista, vissuti a Milano da bambina cresciuta in fretta, i più bui e strazianti della mia vita, così come invece il 25 aprile il giorno della più pura e insuperata felicità.

Proprio perciò, colpita dalla insostenibile deriva impressa all’ANPI, con profondo dolore e con infinita amarezza, mi vedo costretta a rinunciare alla mia adesione.

Anna Quaroni Rimini

Calco 16 novembre 2016

Da Vittorio Addis

Caro Presidente Provinciale dell’A.N.P.I di Lecco Enrico Avagnina, tempo fa ti chiesi un incontro nel merito della Riforma Costituzionale.

A seguito di un diniego del Direttivo Provinciale da te presieduto ti esprimo una mia opinione.

Dall’intervista di Umberto Terracini a Pasquale Balsamo nel 1978 emerge un concetto chiaro e semplice: non basta fare sulla carta la migliore Costituzione di questo mondo se poi manca la concretezza nell’azione. La Costituzione fornisce solo un indirizzo, una guida ed una garanzia ma sono le masse popolari, le classi lavoratrici, i partiti, gli intellettuali, le rappresentanze sociali, a dare con la loro volontà piena applicazione alla Costituzione.

Non è un caso che i Costituenti abbiano previsto nell’articolo 138 la revisione delle Costituzione. La necessità di questa manutenzione periodica è riportata nell’intervista di Terracini che già nel 1978 auspicava la cancellazione del Senato, l’abolizione del CNEL ed altre modifiche che troviamo in questa proposta di riforma.

Quello che oggi sembra un discrimine tra chi vota si e chi vota no, riporto quanto nel libro di Valerio Onida del 2004, non lo è per lo stesso Onida che scinde la Costituzione dalla Legge Elettorale. D’altronde anche allora i Costituendi non inserirono la Legge Elettorale all’interno del Testo Costituzionale.

Per ultimo, ma forse per primo, devo citare il Compagno Arrigo Boldrini che invita a non imbalsamare e mitizzare la Resistenza, ma a fare memoria del passato per proiettare i valori di chi ha lottato per la Liberazione verso il futuro.

Pace, giustizia e libertà devono trovare una corretta declinazione e non essere solo parole fuori tempo: per questo è necessaria una periodica manutenzione delle forme di Democrazia che ci siamo dati in passato.

Ma al di la di questi contenuti che non possono esprimere a pieno il pensiero di chi come me ha una tessera pluridecennale dell’ANPI ed ha avuto la fortuna di vivere in un periodo in cui il 25 aprile poteva essere ricordato nelle piazze, avendo ben distanti gli echi della lotta di Liberazione, mi spiace dover concludere in forma non positiva il confronto a distanza con il Direttivo Provinciale della mia Associazione.

Quindi cari amici del Direttivo Provinciale dell’ANPI al di la del giudizio di merito sulla riforma, ritengo che confrontarsi, approfondire, creare una grande mobilitazione popolare sia oggi una necessità per cambiare l’Italia “davvero”!

Per questo mi dispiace dirvi che il vostro rifiuto al confronto con me è una fuga …. Indietro, indietro nel tempo….traguardando un finto orizzonte con oculare invertito. Secondo me state interpretando al contrario quanto una Associazione dovrebbe fare e cioè proiettare verso un futuro di speranza per le nuove generazioni i propri ideali, esistibili ma mai raggiungibili.

Per questo motivo mi dispiace dirvi che non condividendo i modi con cui la nostra Associazione si sta muovendo sull’argomento su cui ho chiesto un confronto, quindi non rinnoverò per il prossimo anno la tessera dell’ A.N.P.I. Vi ringrazio comunque per la risposta del Direttivo Provinciale pervenutami da Enrico Avagnina, da me ovviamente non condivisa.  VITTORIO ADDIS

 

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