E’ UNA QUESTIONE MORALE


E’ UNA QUESTIONE MORALE

Con  I VASI COMUNICANTI avevo cercato di porre in evidenza l’inarrestabile flusso migratorio assimilandolo ad un fenomeno fisico.1_pastorini

E’ la pressione che sposta i flussi.  Tanto è più alta la pressione  e tanto più i flussi sono forzati a trasmigrare. Per rendere chiaro il concetto basta sostituire flusso con “popolazione” e pressione con “paura, fame, povertà”.

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In passato, ormai sono trascorsi 25 anni,  abbiamo subito una massiccia migrazione da parte degli Albanesi. Il fenomeno si è praticamente arrestato quando la differenza delle pressioni “osmotiche”, le condizioni di vita,  tra noi e l’Albania pur permanendo non sono più tali da spingere quelle popolazioni a correre rischi per una vita migliore, che non è neppure garantita.

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LA MAGGIORE ETA’ DELL’UNIONE EUROPEA

Sempre nel precedente articolo sottolineavo la debolezza strutturale dell’Unione Europea, e quindi incapace di recitare un ruolo attivo a livello internazionale.

Sono settanta anni che viviamo sotto l’ombrello protettivo degli Stati Uniti. E’ ora di prendere coscienza che siamo cresciuti, che siamo “maggiorenni” e che dobbiamo assumerci le nostre responsabilità anche con azioni attive.

Siamo una potenza economica dal cui comportamento può dipendere la soluzione  di molte delle tensioni e delle guerre in essere nel bacino del mediterraneo e nel non lontano occidente asiatico.

Guerra e povertà determinano i flussi migratori.

Rilevo una miopia contagiosa che trova nella volontà isolazionista la soluzione dei problemi. E’ un virus che sta contagiando un numero crescente dei paesi che costituisco l’U.E.

Molti paesi erigono mura e fossati, di medioevale memoria, per difendersi dai barbari.

Cercano di demolire tutti quei plus che la U.E. è riuscita a creare: pace, stabilità economica, moneta unica, libera circolazione.

La soluzione non è meno Europa, ma più Europa.

In una recente intervista il Presidente Napolitano  così si esprime: “Si può credere impossibile che la costruzione dell’Europa unita si possa dissolvere. Ma così non è. L’Europa unita non è un sogno, ma una realtà imponente e incompiuta”.

Sottolinea che “in Europa c’è una crisi di autorità delle istituzioni impressionante, che consente a molti stati di sfidare le decisioni prese sui diversi temi”, migrazione in primis.

E’ vero, l’U.E. è una struttura che necessita di una radicale ristrutturazione.

Non è il caso di riprendere qui le indicazioni che molte delle migliori intelligenze hanno già indicato. Quello che manca è una pianificazione, ed una esecuzione delle cose più urgenti.

E vengo al dunque.

Il 23 giugno forse la Gran Bretagna uscirà dall’Unione, con la possibile conseguenza di una reazione a catena che renderà ancora più difficile trovare soluzioni comuni a problemi complessi.

Pensare di uscire da una crisi economica utilizzando in modo spregiudicato la svalutazione è ridicolo.

Dare la caccia ai migranti, prima salvandoli in mare, per poi rinchiuderli in centri di smistamento  assieme a quelli che saranno inseguiti e setacciati sulla terraferma sembra essere la strategia in vigore.4_pastorini

Centri di smistamento, di cui l’accordo con la Turchia appare come una soluzione così interessante da poter essere riproposta,  in un prossimo futuro, anche con la Libia.

Mi sono già espresso in termini negativi su queste ipotesi di soluzione e con me, tra i tanti, anche Amnesty International che così si esprime: “Il doppio linguaggio con cui è stato ammantato l’accordo non ce la fa a celare l’ostinata determinazione dell’Unione europea a girare le spalle alla crisi globale dei rifugiati e a ignorare i suoi obblighi internazionali”

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IL CONSIGLIO EUROPEO

Ho letto con grande interesse le proposte del nostro governo per affrontare il problema dei migranti e ho letto con altrettanto interesse le Conclusioni del Consiglio europeo.6_pastorini

Il Consiglio europeo è l’istituzione dell’UE che definisce le priorità e gli orientamenti politici generali dell’Unione europea. È composto dai capi di Stato o di governo degli Stati membri, dal suo presidente e dal presidente della Commissione. 

E’ da oltre un anno che il problema dei migranti ha scalato la classifica ed è diventato una delle maggiori priorità del Consiglio.

I problemi sono tutti all’attenzione e non è utile proporre ulteriori soluzioni alternative. Si sa quello che si dovrebbe fare e quali sono gli impegni economici necessari, ma tutto langue.

Quello che è utile rilevare è l’esasperante lentezza tra le decisioni e la loro attuazione.

Sfugge quali sono le “pene” applicabili a quei paesi che non si attengono alle decisioni.

Si rileva solo un timido cenno ad un possibile meccanismo premiante del tipo: “chi più fa più avrà”.

REALISMO E MORALE

Posto che non possiamo accogliere  indiscriminatamente tutti coloro che bussano alla nostra porta e che  tutti i meccanismi per presidiare i confini esterni hanno ragion d’essere,  dobbiamo quindi dare  attuazione anche ai respingimenti, ma dobbiamo farci guidare dalla MORALE, che riguarda la vita pratica considerata nel suo atto fondamentale di scelta tra bene e male, giusto e ingiusto.

I capi di stato hanno il dovere di difendere gli interessi dei propri rappresentati, ma nell’attuale fase bisogna essere in grado di superare gli egoismi e gli interessi nazionali.

I migranti sono persone!

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