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paoletti 18 settembre 2017

ichino 18 settembre 2017

INDUSTRIA 4.0 

Commento all’articolo di Brancaccio 6 agosto 2017

risposta a Brancaccio

incontro 26 maggio 2017

PAGINA SUL PARTITO E LE ELEZIONI

RIFLESSIONE POLITICA

possibile un’altra economia

link per pagine REFERENDUM

Una riflessione sullo “stato del partito” 25 giugno 2016

Enti Locali & P. Amministrazione

Presa di distanze dall’ANPI

articolo 70 “rieditato”

Siamo un PAESE NORMALE ?

30 mesi governo Renzi

CONTRIBUTO ADDIS

link a pagine per FORUM EUROPA LECCO

REFERENDUM in U.K. 23 GIUGNO

Brexit ??

25 aprile 2016 Dall’Austria la sfida al riformismo europeo

Sfida al riformismo europeo

ECONOMIA – germania: critiche pericolose

DRAGHI CONTRO MOSTRI

Critiche pericolose

Germania non solo giornali e tv

        www.europasiamonoi.wordpress.com/munchau-critiche-pericolose

L’ossessione di Schauble

        

IMMIGRAZIONE –

è una questione morale

i vasi comunicanti

europei parassiti_Obama

http://www.repubblica.it/esteri/2016/03/10/news/obama_raid_nato_errore-135185099/

link a pagine sulla P.A.

https://europasiamonoi.wordpress.com/referendum-17-aprile-_-trivelle/

https://europasiamonoi.wordpress.com/umbria_decadenza/   di Susanna Tamaro Corriere della Sera 16 marzo 2016

https://europasiamonoi.wordpress.com/i-burocrati-e-il-passo-che-manca/ di Sabino Cassese; Corriere della sera 22 gennaio 2016

I link alla pagina sullo stepchild adoption

https://europasiamonoi.wordpress.com/diritti-civili-stepchild/

https://europasiamonoi.wordpress.com/incontro-su-legge-cirinna/

https://europasiamonoi.wordpress.com/slide-tentori-lo-giudice/

I link alle pagine su SUD, UNIVERSITA’, PRODUTTIVITA’ –

https://europasiamonoi.wordpress.com/il-governo-e-il-sud-che-non-ce/

https://europasiamonoi.wordpress.com/riflessione-sulla-universita-galli-della-loggia/

https://europasiamonoi.wordpress.com/i-3-funzionari-ue-e-le-critiche-allitalia/

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Speranza nell’Europa


Da questo post il link alle dichiarazioni dei presidenti di molti Parlamenti Europei, in testa quello Italiano, con Laura Boldrini.

https://europasiamonoi.wordpress.com/dichiarazione-di-intenti/

Nei prossimi giorni si spera di avere ulteriori adesioni e di poter premere sul parlamento Europeo per spingere a una svolta l’Europa…. Lo stesso Roubini oggi parla di possibili sbocchi positivi da una situazione considerata pessima al limite del “collasso”.

Apriamo un confronto su questi temi con il Forum Europa, con il sito del Forum di Lecco, con la pagina facebook “circoli Pd del Meratese.

Augusto Rimini, il solito “ottimista realistico. !!

 

Da Ernesto Galli della Loggia 16 novembre 2015


Inserisco il link a questo sintetico messaggio di Galli della Loggia sul tema del “che fare ?”.

Condivido molto di quanto lui dice, soprattutto sulla necessità di confronto con le comunità islamiche sulla base di temi precisi sui quali prendere posizioni e discutere.

Augusto Rimini

http://www.corriere.it/cultura/15_novembre_16/battaglia-culturale-db4528e2-8c29-11e5-b416-f5d909246274.shtml

25 punti sulla legge di stabilità


Legge di Stabilità-Fiducia

STUDIAMO LA STABILITÀ-FIDUCIA, PUNTO PER PUNTO
Ecco perché chiamo questa Legge di Stabilità una “Legge di Stabilità / Fiducia”. Non tanto fiducia nel Governo, ma fiducia con gli italiani e per gli italiani. Ed enucleo in modo molto rapido, quasi brutale scusandomi con voi per questo, i venticinque punti chiave della legge di stabilità.

1 – BLOCCA LE CLAUSOLE DI SALVAGUARDIA
Questa Legge di Stabilità blocca le clausole di salvaguardia. Il 1° ottobre 2013 c’erano le clausole di salvaguardia – ve lo dovreste ricordare perché eravate già in Parlamento – e l’IVA aumentò di un punto percentuale perché non riuscimmo a bloccarle. Non riuscirono – potrei dire – a bloccarle. Ci fu un dibattito politico. Quelle clausole le aveva poste il governo Monti, ma il Governo di allora non riuscì a bloccarle. Non è automatico riuscire a bloccare 16 miliardi di clausole di salvaguardia. Quando l’IVA aumentò al 22% si disse “bene, avremo più gettito”, ma non ci fu un aumento di gettito perché un aumento di tasse eccessivo produce un effetto depressivo. Andate a guardare i dati. L’IVA aumentò dal 21% al 22% e il gettito diminuì. I cittadini non vanno spremuti! Stop all’aumento delle tasse.

2 – LOTTA CONTRO L’EVASIONE
Su questo tema non faccio sconti a me stesso, e non li faccio nemmeno a chi ci critica. Questo è il Governo che ha fatto l’accordo con la Svizzera. Questo è il Governo che ha fatto l’accordo con il Vaticano, che è un messaggio lo ritengo molto forte. Questo è il Governo che ha fatto l’accordo con il Liechtenstein. Questo è il Governo che con la fatturazione elettronica e con la dichiarazione precompilata intende dare un colpo vero all’evasione. Sarà anche un caso, ma con la dichiarazione precompilata è accaduto un fatto banale: 224mila italiani si sono dimenticati di fare la dichiarazione dei redditi con il 730 precompilato. E noi ce ne siamo accorti al volo. Fino allo scorso anno, accadeva che a fronte di 224mila persone che se ne dimenticavano, prima dovevi scoprire che se ne erano dimenticati e poi dovevi fare 224mila accertamenti. Naturalmente Agenzia delle Entrate e Finanza si concentravano su quelli più gravi. In questo modo invece, semplicemente incrociando i dati, risulta l’elenco di quelli che non hanno pagato. Fra questi, ventisei hanno più di 1 milione di reddito. Noi non abbiamo mandato loro la Finanza, bensì una lettera, in cui abbiamo scritto: “Gentile calciatore che prendi più di 1 milione” –immagino sia un calciatore – “te ne sei dimenticato. Se ti ricordi di mandarcela, nel giro di un mese con un piccolo buffetto, noi recuperiamo questi denari”. A questo proposito ho letto alcune proposte, oggi sul Sole24Ore quelle di NENS: noi siamo disponibili a ragionarne. Diciamo sì all’incrocio di banche dati, purché non si crei un meccanismo per il quale poi tocca al cittadino produrre certificati od occuparsi di nuovi adempimenti, perché è compito dello Stato – anche dando poteri maggiori a Sogei o agli altri enti- entrare dentro le banche dati. Non continuiamo con il meccanismo per il quale il cittadino deve produrre certificazioni in più. Su questo tema ho visto alcune proposte di emendamento e siamo disponibili, interessati e grati per ogni miglioramento, a condizione che ai cittadini non si chiedano nuovi adempimenti.

3- ELIMINA LE TASSE SULLA PRIMA CASA
La discussione è nota. Abbiamo abolito le tasse sulla prima casa e le abbiamo lasciate su ville e castelli. Abbiamo scoperto che le tasse sui castelli non si pagavano quando c’era l’ICI, a differenza di adesso. Ma non è un problema, è una discussione che ci ha appassionato nelle prime ore della Stabilità. La dico in questo modo: mi ricordo dove eravamo, tra le tante cose, due anni fa. A discutere di chi doveva pagare e di chi non doveva pagare: a quelli che hanno più di 5 stanze sì, a quelli che ne hanno meno no, ma dipende da come le misuri. Dire stop alla tassa sulla prima casa, diciamolo con franchezza, in Italia non significa fare un favore ai ricchi, perché l’82% dei proprietari di prima casa è un lavoratore dipendente o un pensionato e nel 92% dei casi ha preso il mutuo per comprarsi casa e ha fatto 30 anni di rate. Possiamo dire quello che ci pare, ma non stiamo facendo un favore ai grandi proprietari, che continueranno a pagare in modo netto e forte dalla seconda casa in poi. Naturalmente rispetto l’opinione di chi non la pensa come noi, ma trovo importante fare chiarezza su un punto: se cercate un premier che alza le tasse, o cambiate premier, o si cambia Paese. Perché ritengo elemento costitutivo della mia identità di persona fortemente di sinistra il fatto che in Italia le tasse devono andare giù, e non su.

In altri Paesi, dove la tassazione media è al 30%-35%, si può discutere del fatto che le tasse vadano alzate, in Italia no. L’unica cosa che io considero elemento caratteristico del mio Governo sul tema della politica fiscale è che le tasse devono essere abbassate. Lo considero un elemento cruciale, insieme al rinnovamento generazionale, al rinnovamento di genere, all’impronta riformista e riformatrice, a una nuova politica estera basata sul Mediterraneo. Se qualcuno ha nostalgie del tempo in cui una parte della sinistra diceva “anche i ricchi piangano”, si sappia che quella non è un’identità che io considero valida per noi. Si faccia un congresso e si verifichi chi è in maggioranza su questa posizione. Io non condanno il mio partito al suicidio, non condanno il mio Paese alla stagnazione. Abbassare le tasse non è una manovra elettorale, è un fatto di dignità. Lo abbiamo fatto nel 2014 con gli 80 euro, lo abbiamo fatto nel 2015 con le tasse sul lavoro, lo facciamo nel 2016 con IMU e TASI prima casa, nel 2017 con l’IRES e nel 2018 con l’IRPEF. Se questo vuol dire meno tasse per tutti, c’è chi lo ha lasciato su un poster elettorale e chi invece lo ha reso programma di governo.

4 – TASSE SULL’IMPRESA
Ne abbiamo già parlato, non mi dilungo: via le tasse sugli imbullonati e tagli all’IRES dal 2017. Segnalo una cosa: la flessibilità europea, che tanto ha fatto discutere, è un atto oggettivo, presente, reale. Se non ci fosse stato il semestre italiano non avremmo lo 0,5% sulle riforme, non avremmo lo 0,3% sulle infrastrutture. Valgono circa 14 miliardi di euro.

5 – I SUPER-AMMORTAMENTI
È una misura fondamentale per rilanciare i consumi in questo momento: con i super-ammortamenti diamo più soldi alle aziende per investire in macchinari e strumenti e diciamo agli imprenditori: “non mettete i soldi in tasca, metteteli nell’azienda”.

6 – LE TASSE SULL’AGRICOLTURA COME LEGACY DELL’EXPO
E’ l’eredità dell’Expo, quella più materiale e meno spirituale: via IMU agricola, via IRAP agricola.

7 – LA PRESENZA, CHE SI MANTIENE MA SI RIDUCE, DELLA DECONTRIBUZIONE
La decontribuzione rimane per tutti. Per i nuovi assunti nel 2016 il bonus avrà un valore del 40% rispetto a quello dello scorso anno e durerà 24 mesi.

8 – CONTRATTAZIONE AZIENDALE: RIPARTE LA PRODUTTIVITA’
Introduciamo incentivi fiscali che favoriscono la contrattazione decentrata con un bonus fino a 2.500 euro per i redditi fino a 50mila euro, in modo da aumentare la produttività del lavoro e favorire la contrattazione laddove si crea valore aggiunto e si sperimentano pratiche organizzative interessanti. Valorizziamo anche il ruolo dei sindacati, in attesa di un intervento quadro su rappresentanza e contrattazione, accordo di cui abbiamo discusso partendo da opinioni diverse e su cui siamo pronti a discutere insieme.

9 – MISURE CONTRO LA POVERTÀ
Per la prima volta c’è una misura dedicata in particolar modo ai bambini, perché sono un milione i bambini che vivono sotto la soglia di povertà. È il tentativo di creare una grande alleanza, perché le fondazioni bancarie, le associazioni, il terzo settore, il nostro mondo, possono essere chiamati ad affrontare insieme questa sfida. Ma è anche un modo per dire a noi stessi chi siamo e cosa vogliamo essere. Dare pari opportunità a tutti i bambini: anche questa, per me, è la sinistra.

10 – IL TEMA DELLE CASE POPOLARI
Abbiamo stanziato 170 milioni per l’edilizia residenziale pubblica. Sono fondi destinati a sbloccare i lavori di ristrutturazione delle case sfitte, che saranno gestiti dalle Regioni. La nostra vuole essere una vera risposta all’emergenza abitativa, che in alcuni casi è più vera che mai, più forte che mai. Ci sono alcune realtà cittadine, penso a Roma, per le quali probabilmente vale la pena pensare che il Giubileo debba essere non soltanto l’occasione per una riflessione sui grandi eventi, ma anche il segno di una attenzione particolare all’emergenza abitativa, specificamente nelle periferie. Via le tasse sulla prima casa, certo. Ma anche attenzione a chi una casa non ce l’ha…

11 – UNIVERSITÀ E GIOVANI
Nella Legge di Stabilità abbiamo inserito la norma che vuole portare in Italia cinquecento professori: sarà fatto con un concorso internazionale, non necessariamente riservato a professori stranieri. I vincitori avranno uno stipendio che premia il merito, e potranno insegnare e fare ricerca in qualsiasi università italiana di loro scelta. Contemporaneamente investiremo su mille ricercatori che finalmente potranno avere un primo posto in università. Questo non basta? Non è sufficiente per la ricerca? Discutiamone.

Io sono stupefatto dalla qualità degli scienziati italiani nel mondo: all’Osservatorio Paranal in Cile ho trovato persone che hanno reso quel posto il luogo dove si studia l’infinitamente grande e che hanno il tricolore tatuato sul cuore. Ma anche dove si studia l’infinitamente piccolo, al Cern di Ginevra, da Fabiola Gianotti in giù sono in tanti a parlare italiano. Non crediamo alla retorica che li chiama cervelli in fuga, perché oggi se si va all’estero a studiare non si è in fuga. Poi è evidente che è necessario dare occasione di poter vivere e valorizzare la propria esperienza professionale anche in Italia.

Guardiamo poi all’assunzione di nuovo personale nelle carriere diplomatiche: tra quarant’anni, i ragazzi che assumiamo oggi saranno l’Italia nel mondo. Devono formarsi adesso – ed ecco perché vogliamo anche intervenire sulla scuola – ad avere una idea del nostro Paese che sia una idea di bellezza e di forza.

Potrei continuare. C’è il problema del blocco del turnover al 25%, è vero, perché se si vuole risparmiare mentre si fanno assunzioni di un certo tipo non si può pensare di continuare ad assumere allo stesso livello con cui si è assunto fino ad oggi. Questo è un elemento problematico, non c’è dubbio, ma è l’unica voce su è possibile intervenire affinché si liberino risorse anche da altre parti. Un Paese è solido se è solidale.

12 – IL TEMA DEL SOCIALE
Segnalo in particolar modo la norma sul “Dopo di noi”, anche se non è soltanto questo. Non cito per decenza i dati stanziati per il sociale dal Governo Monti. Il Governo Letta aveva destinato 1,8 miliardi, noi quest’anno siamo a 3,6. È un dato di fatto: nel giro di due anni abbiamo raddoppiato ciò che aveva stanziato il Governo Letta, che era stato nettamente superiore al Governo Monti, tecnicamente non pervenuto.

13 – FISCO
C’è il tema del fisco e delle semplificazioni, in particolar modo il pacchetto fiscale che non riguarda soltanto le società di capitali medio–grandi.

C’è il tema dei minimi e delle partite IVA. Qualcuno di voi lo scorso anno ci aveva criticato e a ragione. Abbiamo fatto tesoro di alcune iniziative del PD, svoltesi al Nazareno con i giovani delle partite IVA. Sono quasi 2 milioni le partite IVA che avranno un regime forfettario senza adempimenti sotto il volume di affari di 30mila euro, rispetto ai 15mila attuali. Questo è un fatto molto positivo. Inoltre le partite IVA aperte da meno di 5 anni pagheranno una aliquota del 5% e dopo i 5 anni, se stanno sotto i 30 mila, avranno un aliquota al 15% per dare ancora una volta ai piccoli un’agevolazione, ma senza scoraggiare troppo le loro possibilità di crescita. È una piccola misura, ma è importante perché dà un segnale a quelli a cui lo scorso anno non eravamo riusciti a parlare.

Ci sono la franchigia IRAP sulle società di persone, che passa da 10.500 a 13 mila euro, e il recupero IVA sui crediti non riscossi. Scusate se sono pedante, ma non è possibile che si legga sempre la stessa storia a proposito del contante senza che sia dimostrata una correlazione tra l’aumento dell’evasione e l’aumento del contante. Se fosse così, io son pronto a cambiare idea, ma i dati dicono che non è così. Poi ciascuno può avere la propria impressione, ma i dati sono questi e siamo pronti a verificarli, dopo che li abbiamo studiati due mesi con la Ragioneria Generale per verificare se questa misura fosse in contrasto con ciò che è accaduto. Ne possiamo discutere, naturalmente, ma in una Legge di Stabilità che fa questo elenco di cose ogni tanto parliamo anche di queste. Il recupero IVA sui crediti non riscossi significa che le imprese si vedranno rimborsare l’IVA per i crediti non riscossi senza aspettare la chiusura delle procedure concorsuali. Forse cambia poco per chi non è abituato a fronteggiare queste cose, ma ritengo sia un grande messaggio di attenzione e di rispetto, perché francamente era assurdo il contrario.

14 – LIBERA INVESTIMENTI NEI COMUNI
Voglio ringraziare Piero Fassino, perché il Congresso Anci ha finalmente riconosciuto che per la prima volta da nove anni si fa una manovra che non va contro i Comuni. È aperta la discussione sul turnover, ma per la prima volta si mettono i Comuni in condizioni di spendere i soldi che hanno e senza subire i consueti tagli. Abbiamo detto: la stabilità delle scuole è più importante del Patto di stabilità. E così per giardini, strade, investimenti.

15 – INFRASTRUTTURE
C’è un elenco di progetti infrastrutturali da affrontare nel corso del 2016. Possiamo fare di più, dobbiamo fare di più. Sto parlando con Graziano Delrio a proposito del livello di spesa che abbiamo liberato: l’edilizia e le infrastrutture sono ancora a regime ridotto, stiamo lavorando per accelerare.

16 – COOPERAZIONE INTERNAZIONALE
La cooperazione internazionale vedrà triplicare i fondi, come avevamo promesso: 120 milioni nel 2016, 240 nel 2017, 360 nel 2018. Capisco che possa sembrare una cosa piccola ma c’è da essere orgogliosi quando si va in Cile e in un villaggio si vede una giovane donna che può usare i pannelli solari sulla base di un progetto finanziato dall’Italia. Credo che sia una cosa di cui essere semplicemente fieri andare a Gerusalemme e ascoltare il console generale che dice che, tra mille problemi, il nostro livello di cooperazione in quella città è tra i più alti che esistono, così come lo riconosce con gratitudine anche Abu Mazen. Credo che si possa essere felici quando vediamo ciò che l’Italia sta facendo in Africa, il continente che più cresce nel panorama mondiale.

17 – UN MILIARDO IN MENO AI GIOCHI
Diamo un miliardo in meno ai giochi, e diminuiamo il numero di sale: sono elementi oggettivi. Invece per mesi, per ore, per giorni si è detto che noi avremmo aumentato i punti vendita, combattendo una battaglia al contrario.

18 – PIÙ SOLDI PER CULTURA E SCUOLE
Più soldi sulla cultura: abbiamo fatto un elenco dettagliato di tutte le voci, di tutti gli interventi sui teatri, sulle biblioteche, sugli istituti centrali, sull’Art Bonus che sta funzionando, sul cinema, e aggiungo sulle scuole. Era peraltro previsto dalla scorsa Legge di Stabilità, ma lasciatemi dire che il Paese avrà vinto la sua battaglia se al termine della legislatura tutte le scuole saranno dotate di banda larga. Abbiamo messo i soldi anche perché i Comuni e le Province abbiano gli stessi soldi che hanno sempre avuto, in alcuni casi di più per sistemare le scuole, perché se c’è la banda larga ma non il controsoffitto i genitori giustamente non sono contenti. Abbiamo messo i soldi per le Province per svolgere queste funzioni fondamentali, e abbiamo dato libertà di investimento ai Comuni, facendoci carico come Governo centrale della banda larga in tutte le scuole.

19 – STATUTO DEI LAVORATORI AUTONOMI
Quando sarà approvato il disegno di legge collegato alla Legge di Stabilità, ovvero il Jobs Act del lavoro autonomo, tutti i lavoratori autonomi avranno le tutele contro i ritardi di pagamento dei compensi, le tutele contro le clausole contrattuali abusive con diritto al risarcimento, il riconoscimento dei diritti di proprietà intellettuale, la rimozione degli ostacoli all’accesso agli appalti pubblici, un rafforzamento della maternità e dei congedi parentali, la sospensione del pagamento dei contributi previdenziali in caso di malattia grave.

20 – FONDI PER LA SANITÀ
Questo punto per me è molto importante. Ho ricevuto telefonate devastanti, “state togliendo soldi alla sanità”, mi hanno detto. Nel merito si può pensarla come si vuole, ma dobbiamo decidere se giocare la carta della demagogia o della serietà. Nel 2013 i soldi per la sanità erano 106 miliardi, nel 2014 sono stati 109 miliardi, nel 2015 110, nel 2016 saranno 111. Naturalmente le Regioni chiedono di più, ma il dato di fatto è questo, e l’onestà intellettuale vuole che si dica che i soldi sono un miliardo in più dello scorso anno. Ci sono più soldi, non meno soldi.

Vogliamo discutere di singoli interventi? Parliamone, siamo disponibili. Ma vogliamo riconoscere che la discussione sulla sanità non può essere la rivendicazione sindacale di presidenti delle Regioni contro Stato? Vogliamo discutere di quali sono le spese delle Regioni. Vogliamo discutere del fatto che non c’è un costo standard applicato in questi mesi? Vogliamo discutere del fatto che sulle spese mediche pediatriche c’è una differenza quasi pari al doppio fra Bolzano e la Puglia? Vogliamo discutere del fatto che c’è un rapporto di uno a due sulle spese di medicina generale tra la Provincia Autonoma di Bolzano e la Regione Calabria? Vogliamo discutere di questo? O vogliamo metterci intorno a un tavolo e discutere concretamente di come i denari possono essere spesi bene e andare a vedere ospedale per ospedale dove si può recuperare soldi? È un problema di farmaci salvavita? Liberiamo le risorse, ma vediamo qual è l’ospedale che spende di più, il deficit più alto in Italia. Vogliamo discutere di demagogia sui conti pubblici della sanità? Noi tra una settimana faremo un decreto legge per salvare le Regioni dalla pronuncia della Corte dei Conti. Vorrei essere chiaro: è sacrosanto il nostro intervento, lo dico facendo riferimento ad una regione, il Lazio, dove Nicola Zingaretti sta facendo un’opera straordinaria, recuperando dai miliardi di ammanco che aveva in eredità i denari necessari per riportare in ordine il pareggio di bilancio. Il Governo centrale è dalla parte delle Regioni, non è il contraltare delle Regioni: se si vuole giocare la carta della demagogia si sappia che siamo pronti a giocarla. C’è spazio per effettuare interventi, io sto pensando per esempio alla misura per l’epatite C, una cosa sacrosanta che salva la vita delle persone, ma è evidente che dobbiamo avere il coraggio di prendere in considerazione alcuni fenomeni organizzativi delle singole realtà, per dire che ci sono ancora troppe Asl e che va reso trasparente ogni tipo di dato. Noi siamo disponibili a parlare nel merito con serietà, ma se si vuole giocare la carta della demagogia, si sappia che c’è chi se la cava anche in quel settore lì. Domani le incontreremo e parleremo con il linguaggio della chiarezza.

21-PRIORITÀ ASSOLUTE PER IL SUD
Ho ricevuto alcune mail da alcuni di voi: “Matteo c’è poco per il Sud”. Si può discutere, pronti a ragionare nel merito, io dico però: non raccontiamo storie che non sono vere. Ci sono i soldi per l’Ilva, per proseguire la strada per mantenerla aperta. Ci sono i soldi per la Terra dei Fuochi: Enzo De Luca ed io siamo convinti che la Terra dei Fuochi nel 2018 non debba più esistere, su questo mettiamo 450 milioni di euro. Ci sono i soldi per partire su Bagnoli, finalmente. Ci sono i soldi per Matera, Capitale della cultura. Ci sono i soldi per terminare finalmente la Salerno-Reggio Calabria.

Ci sono i soldi per i viadotti dell’Anas in Sicilia, che sono un autentico scandalo, quando vai a vedere che i piloni anziché avere le fondamenta a dodici metri, le hanno a cinque metri. Allora, si può dire che c’è bisogno di più, che il Sud non è ripartito, d’accordo, ma non si dica che non c’è niente per il Mezzogiorno perché non è vero. Ci sono battaglie sacrosante che dobbiamo intestarci. Come quella sulla Terra dei Fuochi. Come quella sulla ripartenza di Bagnoli. Come quella sull’Ilva, che deve essere una nostra battaglia, non può essere la battaglia solitaria del presidente del Consiglio. Come quella per il completamento delle opere pubbliche attese da decenni, una battaglia di civiltà.

22-MISURE CONTRO IL DISSESTO
Le conoscete già, le approfondiremo nei prossimi giorni. Lo dico pensando ad alcuni eventi di queste settimane, in particolar modo a Benevento e a Reggio Calabria.

23-SPENDING
Ventitreesimo punto, il tema della spending. Ci sono delle polemiche in corso per il fatto che abbiamo dimezzato le spese dei computer. Ma come, il Governo che vuole innovare dimezza le spese dei computer? In realtà è una norma un pochino più raffinata, magari non troppo e la possiamo modificare ancora. Sostanzialmente diciamo a tutti coloro che vogliono fare acquisti di software o hardware nella P.A. che possono farlo se concorrono al 50% di quello che hanno speso lo scorso anno. E devono chiedere l’autorizzazione di Sogei, Agid e Consip. Certo, si può migliorare. Ma vorrei dare soltanto un dato, che ricaviamo dall’associazione di Confindustria digitale: di cinque miliardi circa che vengono spesi per questo settore, soltanto un miliardo e due viene speso con Consip. E’ evidente che una parte di questi denari vengono spesi in modo a dir poco discutibile, dal sito web che fa lavorare la web agency locale all’acquisto di strutture e mezzi di cui magari non c’è bisogno. Allora su questo tema, al tempo del cloud che ti dà la possibilità di accedere ai dati di tutti, possiamo trasformare il nostro livello di servizio da una gestione dura e pesante a quella di grandi banche dati per i servizi.

Il 21 novembre, a Venaria a Torino, presenteremo una serie di risultati concreti del Governo, a partire da un diverso modello di gestione e di interfaccia della P.A. La scommessa è dare a ciascuno non soltanto un’identità digitale teorica, ma la possibilità di accedere tramite telefonino a tutti i dati della P.A. Si può fare, ce la facciamo.

Vi avevo preparato, ve la manderò per e-mail, la foto di un bando Consip di oggi. Se voi la guardate c’è qui, piccolina, la richiesta economica, due paginette. Un pochino più grandi ci sono le specifiche tecniche, venti paginette. Poi, in media 416 pagine, ci sono i certificati richiesti da Consip. E non perché Consip sia cattiva, il sistema funziona così.

Sarebbe interessante, e forse frustrante, raccontarvi alcune storie. C’è una ricorso pendente da due anni per un bando da circa 700 milioni di euro perché il vincitore di questa gara non ha dichiarato di aver subito un’indagine per aver costruito un pollaio abusivo. Non c’entrano niente né i polli né le galline né le uova con il bando. È un cittadino che nella sua attività, evidentemente sbagliando, nel tempo libero ha costruito un pollaio abusivo – che è una cosa sbagliata, vorrei esser chiaro – ma questo pollaio abusivo sta bloccando da due anni 700 milioni di gara pubblica. Non so come la pensate voi, né voglio aprire un dibattito tra chi ritiene il pollaio abusivo non sufficiente a ritirare il bando al tizio in questione e chi invece lo ritiene un elemento di gravità tale da impedire l’assegnazione e quindi da passare al secondo in graduatoria. A me basterebbe che si decidessero: se ha vinto il tizio del pollaio abusivo oppure se deve essere escluso. Ma questo è il sistema oggi di gare pubbliche italiane, lo vogliamo semplificare o no? Perché uno degli elementi di blocco che ha oggi il nostro Paese è questo. Ecco perché anche su questo tema sarebbe appassionante discutere di quello che dobbiamo fare.

24- LE PENSIONI
Non abbiamo fatto la grande riforma delle pensioni, d’accordo. Però abbiamo fatto qualcosa. È una misura sostanzialmente a costo zero, non renderà soddisfatti alcuni di noi, ma è comunque un punto di equilibrio iniziale. Un equilibrio tra l’esigenza reputazionale di non rimettere mano alle pensioni, anche per motivi europei, e la scelta di non andare a chiedere a chi guadagna 2 mila euro netti un contributo. Perché l’asse di fondo è sempre quello: legge di stabilità, legge di fiducia. È vero, c’è una parte di lavoratori che è andata in pensione ricevendo più di quello che ha versato. E c’è una parte, soprattutto della nuova generazione, che non avrà questo trattamento. È vero. Ma nel complicato gioco di equilibri abbiamo scelto di non intervenire, di non aprire quella porta. È un atto di codardia? Non credo. Però siamo pronti a discuterne insieme al Parlamento in tutte le sedi e in tutte le circostanze.

25 –ECOBONUS VERSO PARIGI
Infine, abbiamo mantenuto gli ecobonus e soprattutto abbiamo rafforzato un’ispirazione verso Parigi, quella dell’attenzione all’efficientamento energetico. Tra di voi c’è chi conosce molto bene le misure, è inutile che ci torni sopra.

 

Sblocca Italia_ messaggio per iniziativa 15 dicembre


Messaggio di presentazione della iniziativa di circondario sulla legge SBLOCCA ITALIA

(a Robbiate, sala civica, 15 dicembre 2014 ore 20,45)

L’Italia è addormentata; qualche cenno di risveglio c’è: il mercato dell’automobile ha iniziato a crescere,(ultimi mesi 9%), il mercato immobiliare anch’esso mostra segnali di movimento. Ma è ancora poco per dare segni sensibili di crescita sull’indicatore più usato, il PIL

Vi sono svariati articoli di giornale che segnalano questa situazione; ne elenco due che mi sembrano diano maggior senso a quanto stiamo facendo:

1.- Adriana Cerretelli su Il sole 24 ore del 14 novembre. L’Europa ha un gran torpore addosso.!

Link : http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-11-14/recessione-europa-svegliati-torpore-063626.shtml?uuid=AB4StnDC

2.- Federico Fubini su Affari & Finanza del 17 novembre. Il capitalismo Italiano restio a muoversi e a investire: http://www.repubblica.it/economia/affari-e-finanza/2014/11/17/news/il_capitalismo_senza_idee_che_vede_solo_i_dividendi-100743816/

A mio parere lo sforzo del governo risponde alle considerazioni di Federico Fubini; vi sono aspetto oggettivi, di grande rilevanza, sui quali l’azione pubblica può intervenire: le tasse, la legislazione sul lavoro, la burocrazia, la giustizia, la legalità e su questi fronti il Governo, a guida PD, sta cercando di operare per le necessarie razionalizzazioni e ottimizzazioni:

  • la Giustizia certa e in tempi ragionevolmente brevi;
  • la Sensatezza ed Efficacia della macchina Burocratica (difficile operazione tecnica e culturale sulla Pubblica Amministrazione. Legge in discussione al Senato a metà Gennaio 2015);
  • lo sradicamento della illegalità, minuta e organizzata, di cui l’Evasione Fiscale è una componente importante;
  • la chiarificazione dei rapporti di lavoro senza la quale gli investimenti non riprenderanno;.JOBS ACT approvato alla Camera e ritorno al Senato per la definitiva approvazione.

ma , sul fronte degli investimenti, DEVE muoversi l’azione privata, che risulterà rassicurata dall’impegno del governo sui fronti sopra accennati.

La legge Sblocca Italia vuole anch’essa dare un contributo per risvegliare il Paese. Ne parleremo il 15 dicembre alle 21 nella sala civica di Robbiate con la deputata di Como Chiara Braga, componente della Segreteria Nazionale del PD con delega all’ambiente, relatrice della legge in commissione alla Camera dei Deputati. Moderatore sarà Stefano Angelibusi della direzione Provinciale di Lecco.

Verranno analizzati gli obiettivi economici e politici; si risponderà sia ai dubbi interpretativi sia a domande di chiarimento e obiezioni su casi specifici.

Intervenite numerosi e segnalate l’iniziativa a quanti potrebbero essere interessati, ad amministratori pubblici, a imprenditori, strutture sindacali ecc..

Augusto Rimini, coordinatore del circondario Meratese

Iniziativa su Crescita, Riforme, Occupazione


PD crescita riforme occupazione MANIFESTO SCELTO-3

Messaggio di presentazione dell’iniziativa su Crescita, Riforme, Occupazione

10 ottobre 2014

Organizzatore: Circondario Meratese PD

 

Premessa: Il quadro politico ed economico in Europa evidenzia il rallentamento dello sviluppo di tutte le economie, lo stato di “deflazione” piuttosto generalizzato e una diffusa sfiducia nella possibilità di emersione dalla crisi.

È una realtà  quotidianamente richiamata dai più attenti studiosi, tra i quali Michele Ainis (“Corriere della Sera” del 20 Agosto: http://www.corriere.it/editoriali/14_agosto_20/sentimento-impalpabile-9815be06-282a-11e4-abf5-0984ba3542bc.shtml )

Crescita, Riforme, Occupazione sono le parole chiave di tutte le loro analisi e sono le parole che intitolano la nostra iniziativa.

Una approfondita riflessione svolta nell’ambito del Circondario Meratese del Partito Democratico (13 circoli) ha sviluppato la convinzione che i provvedimenti presi e le soluzioni proposte poco possono se non sostenute dalla coesione sociale. Essa nasce dalla fiducia reciproca e dalla riflessione comune.

L’intento della iniziativa che realizziamo il 10 ottobre è di contribuire alla comprensione degli elementi che possono favorire lo sviluppo dell’Italia, e in particolare del territorio nel quale viviamo, imparando a cogliere la differenza tra fenomeni contingenti e superficiali (sui quali di norma si concentra l’informazione giornalistica e televisiva) e le dinamiche strutturali di medio e lungo periodo.

Di qui il progetto di un’iniziativa di “cultura politica” decisamente ambiziosa, con un investimento di tempo superiore allo standard, determinato proprio dalla complessità e vastità degli argomenti..

Ecco il piano della serata che si terrà il 10 ottobre a Merate nell’Auditorium del Palazzo Comunale.

Si inizia alle 19, con un’analisi dello stato generale dell’economia, che proporrà un confronto tra l’Italia ed altri Paesi (Francesco Paoletti, università di Milano Bicocca). Si proseguirà con la presentazione di dati economici del territorio meratese e con una testimonianza legata al mondo giovanile. E ciò rappresenta la prima parte dell’incontro. Una breve pausa per uno spuntino, offerto dall’organizzazione, costituirà occasione di scambio informale fra i partecipanti.

Alla ripresa dei lavori, il direttore dell’Associazione Piccole e Medie Imprese di Lecco (API Lecco), Mauro Gattinoni, interverrà sull’argomento delle riforme, avvertite come necessarie per tornare a investire e a credere nella funzione sociale dell’imprenditoria. Sarà poi la volta del segretario della Camera del Lavoro CGIL di Lecco, Wolfango Pirelli, che ci aiuterà a capire come può evolvere, e sotto quali condizioni, l’occupazione, in particolar modo quella giovanile. Concluderà la serata un intervento politico di un parlamentare del territorio in relazione alle problematiche presentate. Modererà la serata e gli interventi dal pubblico Canzio Dusi.

Noi crediamo in questa iniziativa densa e intensa; speriamo perciò di avere il sostegno di diffusione, collaborazione e partecipazione da parte di Associazioni Culturali, di cittadini sensibili ai problemi della società italiana e dell’Europa, di imprenditori, lavoratori, insegnanti e studenti del territorio e della provincia di Lecco.

Per il gruppo di progetto costituito, in ordine alfabetico, da: Vittorio Addis, Sergio Bagnato, Mario Barenghi, Michele Bianco, Domenico Cavana, Marinella Corno, Canzio Dusi, Enrico Mazzucchelli, Renato Pastorini, Daniela Panzeri, Anna Quaroni, Augusto Rimini.                                                                                          

Augusto Rimini

 

 

Commento sulle elezioni del 25 maggio


Sarò estremamente sintetico:

1.- Le votazioni del 25 maggio, al di là di alcuni comuni (nel Meratese 6 tra cui Merate) e di alcune regioni (tra cui il Piemonte), sono votazioni per il rinnovo del Parlamento Europeo (con l’indicazione implicita del candidato alla Presidenza della Commissione Europea).

2.- Malgrado la volontà del Movimento 5 Stelle di spostare l’attenzione sulla situazione Politica Nazionale, NULLA CAMBIERA’ , perciò, nella azione del governo Renzi: riforme Istituzionali, riforma della Pubblica Amministrazione, offerta di situazioni appetibili per gli investimenti Esteri, primi passi verso la riduzione delle disuguaglianze, e altro ancora …..!

3.- Sosteniamo con il nostro voto la forza e la autorevolezza del Governo Italiano nella Presidenza del Semestre Europeo da luglio a fine anno; possiamo ottenere risultati se l’Italia dà la sensazione di volercela fare a uscire velocemente dalla stagnazione.

DIPENDE ANCHE DA NOI E DALLA FIDUCIA CHE MOSTRIAMO NEL GOVERNO RENZI e nelle grandi potenzialità dell’Italia.

Andiamo perciò TUTTI a VOTARE e spingiamo gli incerti a fare altrettanto !!

Augusto Rimini, segretario del circolo PD di Calco

Di seguito la lettera di tre presidenti, Italiano, Tedesco, Polacco.

Da Repubblica 21 maggio 2014

CariCittadini, ci accingiamo ad eleggere il nuo­vo Parlamento dell’Unione Europea. Quest’an­no la nostra voce conterà più che in passato: per la prima volta la potremo impiegare per influi­re significativamente sulla scelta di chi guiderà la Com­missione Europea verso il futuro. Allo stesso tempo, i nuovi membri del Parlamento Europeo avranno una re­sponsabilità crescente nell’ambito del processo di for­mazione delle leggi. Ciò che faranno sarà importante per tutti noi e per ciascuno di noi europei.

Siamo in larga maggioranza consapevoli dei vantag­gi, concreti e quotidiani, che ci vengono dall’apparte­nenza all’Unione Europea. Oggi sono dati per scontati le libertà e i diritti fondamentali. Non dovrebbero esse­re considerati come acquisiti una volta per tutte. Essi devono essere invece costantemente riaffermati e di­fesi.

Ormai da tempo si è affermato uno stile di vita euro­peo al quale la maggior parte di noi non intende rinun­ciare. Essere cittadini europei significa oggi poter vive­re, lavorare ed esercitare un’attività imprenditoriale dovunque, all’interno dei confini dell’Unione. Significa poter viaggiare senza controlli alle frontiere e, spesso, senza neppure la necessità di dover cambiar moneta. Si­gnifica poter studiare a Varsavia, Roma, Berlino ed in qualsiasi altra città in Europa. Significa poter esprime­re il proprio punto di vista liberamente, sempre e do­vunque. Essere europei significa, in definitiva, essere li­beri.

Essere europei significa anche vivere al sicuro. Pos­siamo fare affidamento su un insieme comune di norme e sul rispetto di standard ambientali, sociali e di sicu­rezza alimentare comuni. I vincoli della solidarietà eu­ropea sono così forti che possiamo fare affidamento su uno sforzo comune per contrastare gli effetti della crisi economica e finanziaria. Combattere la disoccupazione e ristabilire le condizioni per una crescita sostenibile co­stituiscono il nostro obbiettivo comune. Lavorando ed interagendo gli uni con gli altri acquisiamo infatti la ca­pacità di plasmare insieme il nostro comune destino.

Nata dalle tenebre della più tragica delle guerre, l’in­tegrazione europea è stata, sin dagli albori, un proget­to di pace. Lo è ancora. La violazione dell’integrità ter­ritoriale dell’Ucraina ci richiama all’urgente bisogno di dar vita ad un sempre più stretto coordinamento euro­peo, ad esempio nei settori della politica estera, di dife­sa e dell’energia.

Libertà e prosperità, pace e diritti umani: questo è l’Europa. Ed è perciò che andare a votare merita il no­stro tempo ed il nostro sforzo. Con il nostro voto possia­mo davvero influire sull’evoluzione delle politiche eu­ropee.

Per questi motivi, il 25 maggio, votate! Votate per l’Europa!

Gli autori sono i Presidenti della Repubblica italiana, della Repubblica federale tedesca e della Repubblica di Polonia)

Sul Cuneo Fiscale e sulla Spending Review


Due rimandi: il primo al cuneo fiscale e l’altro alla Spending Review.

1.- Valutazioni sul cuneo fiscale

2.-  considerazione su Spending Review

L’EUROPA CHE SERVE – PAOLETTI_PANZERI 7/3/14


La sera del 7 Marzo a Olgiate. (Oltre 50 persone.) Relatori Panzeri e Paoletti.

Paoletti in “video conferenza” (perchè ammalato) ha parlato del futuro economico dell’Europa sulla base delle previsioni di crescita di lungo periodo. La prima delle slides di seguito proiettate dice che nel 2050 non ci  sarà più un paese europeo nel cosiddetto G8. La Germania sarà infatti in 9 posizione, scavalcata da Brasile, Messico e Indonesia (oggi 16^)…. (commento di Paoletti “Rimarco questo dato perché so che Panzeri come me è interista e mi pare che in Italia non ci si sia ancora ben resi conto di quale sia il potenziale di lungo periodo di una squadra che si lega con l’Indonesia…”) Continua a leggere

terza scheda Europa


Scheda Tematica n.3 – Le Istituzioni Europee

europa

██       Zona euro (2014)

██       Paesi membri che, in virtù del Trattato di Maastricht, sono destinati a confluire nella zona euro

██      Paesi membri che, in deroga al Trattato di Maastricht, si riservano di stabilire un eventuale ingresso nella zona euro

██      Paesi extra-UE che adottano l’euro in virtù di accordi bilaterali con la Banca Centrale Europea

██      Paesi e territori extra-UE che adottano unilateralmente l’euro

Le Istituzioni dell’Ue Continua a leggere

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