BREXIT ……


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Sarà pure un castello di carte, ma l’Unione Europea è oramai una costruzione i cui tasselli sono tutti collegati: spostarne uno scuote tutto l’edificio.

E l’Italia potrebbe essere una delle prime vittime della vittoria del NO britannico  all’Europa.

Se infatti è tutto da verificare il contraccolpo reale sull’economia UK di un’eventuale uscita dall’ Unione, è quasi certo il contraccolpo negativo sulla struttura del debito pubblico italiano.

Come è ben spiegato dall’articolo del Sole 24 Ore di domenica 16 maggio  di M. Longo, il contraccolpo politico di Brexit si scaricherebbe sui Paesi del Sud Europa: il disegno UE si sgretola? Meglio allora fuggire dal debito dei Paesi Ue più fragili.

Spagna Portogallo e… Italia.

Ma vendite sui titoli di Stato Italiani significa colpire le banche  che di tali titoli hanno i portafogli pieni.

Significa minare il credito alle famiglie ed alle imprese italiane, che lentamente stanno cercando una via d’uscita dalla paralisi della crisi sorta dal crack Lehman nel 2008.

I tromboni antieuropei che risuonano per il vecchio continente suonano pessima musica fatta  di  illusorie certezze : nessuno è più al sicuro fuori dal recinto europeo.

E quello finanziario è solo uno degli aspetti: non vogliamo toccare quello dei conflitti latenti ai bordi dell’Europa, dalla Siria all’Ucraina.

In questo castello ( se di carte o solida roccia sarà il futuro prossimo a chiarirlo) si inserisce anche  il tema di un altro Referendum: quello sulla riforma della Costituzione , in un prossimo intervento vedremo come e con quali conseguenze per il Si o per il No.

 

 

 

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