dibattito Crupi Rimini


Un dibattito su due interventi, quello di Rimini, scritto su Facebook, gruppo Circolo PD di Calco, e quello di Davide Crupi anch’esso pubblicato su Facebook nello stesso gruppo. Il testo è composto da una prima parte con i miei documenti introduttivi; da una seconda parte con la risposta critica di Davide Crupi; e infine l’ultima parte è la mia sintesi conclusiva.

Prima parte: due brevi testi di Augusto Rimini.

A.- Proseguo nella mia “lotta, solitaria o quasi,” per convincere dello sforzo che dobbiamo fare per una vera ripresa dell’Italia. Per l’uscita dal gorgo di depressione che colpisce tantissimi soprattutto a sinistra.
Vi invito a leggere l’articolo di Mario Pirani sulla Repubblica di ieri 14 maggio; per risparmiarvene la fatica globale ho estratto un paio di frasi ma non ho resistito in maniera ambiziosa dall’autocitarmi con una frase di chiusura MIA.

Link al testo Variazioni sul tema … Mario Pirani_Quando la politica è ….

B.- Mi rendo conto della difficoltà di far accettare la mia visione ma sono sempre più in compagnia di autorevoli commentatori e domenica era Eugenio Scalfari su la Repubblica. Consiglio la lettura dell’articolo di cui pongo di seguito il link – Scalfari_Una medicina che non ci piace   ;  riporto anche di seguito un brano dell’articolo con le dichiarazioni di Letta: ” Comunque non mi occuperò di politica ma di politiche, cioè di questioni concrete che l’Europa, i bisogni della nostra gente e i disagi che affronta ci impongono di risolvere al più presto. Questo è perciò un governo che non proviene da una libera scelta ma da una necessità che verrà a cessare quando gli scopi per il quale è stato nominato saranno stati realizzati”. Questo è quanto ha detto Letta. !!!!!!! E che rientra in pieno nella mia visione positiva.

Seconda parte: risposta di Davide Crupi.

Caro Augusto, vorrei fare una riflessione sul tuo ultimo post SULLA NECESSITA’ DEL GOVERNO e consentimi di muovere due critiche al tuo pensiero con tutto il rispetto per la tua posizione personale e SEMPRE nell’ottica di stimolare la riflessione.
La prima, sul tuo scrivere “FARE ACCETTARE” una visione, la seconda sul tuo scrivere ” LA BUONA COMPAGNIA. “.

link all’intera risposta: Da Crupi ad Augusto

Terza parte: la mia risposta all’intervento critico di Davide Crupi

Anch’io inizio reagendo ai tuoi commenti sul Fare Accettare e sulla Buona Compagnia, poi passo ai punti più sostanziosi:

link alla risposta da Augusto a Crupi: Da Augusto a Davide Crupi

E con questo, si attendono sia commenti sia suggerimenti su Facebook e sul sito.

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Commenti

  • davidecrupi  On 1 giugno 2013 at 16:07

    Continuo il dibattito. Che è rivolto ad Augusto ma che vorrei indirizzare a TUTTI come spunto di riflessione

    Prima però mi occorre fare una puntualizzazione. Sul link in cui hai riportato sul sito, la mia critica postata su facebook ci sono alcune correzioni. La prima fb= facebook fa chiarezza. La seconda correzione, frutto di quello che sicuramente tu hai interpretato come un errore(che può capitare) no.
    Io ho scritto, e che “Certo la costituzione di un governo sostenuto da una maggioranza PD PDL, non è stato il frutto di una libera scelta del Partito Democratico che, in relazione alla grave situazione economico-sociale-istituzionale del Paese, ha sostenuto, durante la campagna elettorale, la NECESSITA’ CHE I PROBLEMI DEL PAESE POTEVANO ESSERE RISOLTI SOLO CON UN GOVERNO DI LARGHE INTESE”. Sul link è diventato SOLO CON UN GOVERNO DI CAMBIAMENTO A GUIDA PD”.

    Sul Fare Accettare e la Buona Compagnia:
    io non ho mai pensato che tu volessi limitare gli altri di pensarla diversamente né la mia critica era rivolta al limitare la tua libertà di esprimere le tue idee. Preciso pure che ognuno di noi, ed io per primo ( forse quanto te), “lotta per mostrare che il suo punto di vista è accettabile”. Le mie critiche sul punto, nella intima convinzione che tu non volessi imporre o limitare, era piuttosto rivolta ponendosi non dal punto di vista di CHI LANCIA IL MESSAGGIO ma dal punto di vista di “CHI IL MESSAGGIO RECEPISCE.”Ed in questo senso l’impressione che se ne ricava,o quella che almeno io ho percepito è quella. Vedo con piacere che tu affermi che la tua campagna mira a esprimere “LA MASSIMA COERENZA CON I METODI E GLI OBIETTIVI DEL PARTITO DEMOCRATICO”. Ed io infatti nella mia “critica” ho osservato che tu non rappresenti solo Augusto Rimini in quanto persona, libera di esprimere le proprie idee e di difenderle con forza nella liberta di ognuno di aderire o meno, ma sei rappresentante di una istituzione, quella più vicina alla base del Partito e su questo ho sollecitato la riflessione su quelli che tu definisci “ i punti più delicati del mio commento.

    Io sul punto non ho detto né ti ho attribuito l’intima convinzione della NECESSITA’ DEL GOVERNO DI LARGHE INTESE, infatti ho saltato i fatti incontrovertibili da te citati, evidenziando il fatto che questa soluzione che non era stata propugnata durante la campagna elettorale lo è divenuta. Il punto centrale però è perché questa soluzione è divenuta NECESSARIA visto che le due parti non avevano durante la campagna elettorale affermato che per uscire dalla crisi era necessaria questa soluzione? Era divenuta NECESSARIA perché con questa legge elettorale si è ritenuto ( o meglio qualcuno ha ritenuto) che il risultato sarebbe stato ( forse) lo stesso. Ed inoltre bisognava affrontare qualche emergenza impellente CIG in deroga esodati aumento Iva.

    Ora il resto del mio ragionamento potrebbe sembrare più chiaro, la tua posizione è quella di cercare “la positività” nella necessità : e citi una serie di misure. Ma il tuo cercare la positività nella necessità, sembra e sottolineo sembra, come se ti adeguassi alla linea attuale perseguita dal Centro. Ed è qui che è il punto, io ti ho invitato a riflettere sulla “COMPRENSIONE” della difficoltà di accettare questa positività perché in realtà la base si aspetta il CAMBIAMENTO e mi pare che invece l’impostazione attuale sia andata oltre perché il punto centrale non è tanto LA NECESSITA ma cosa si intende per necessità. Ora la base vuole un cambiamento in primis dei problemi economico sociali e non certo della riforma costituzionale.

    Ma cosa c’è di positivo nell’azione del governo rispetto al cambiamento che il PD vorrebbe fare? La CIG in deroga l’avrebbe finanziata “qualsiasi governo” anche Berlusconi che, nel difendere i propri interessi, deve anche dare il contentino. E l’IMU? E gli sgravi fiscali alle imprese per ridurre la disoccupazione?
    I rapporti di molte istituzioni attribuiscono gran parte della recessione italiana alla DEBOLEZZA DELLA DOMANDA INTERNA ovvero al fatto che i consumi privati (e pubblici) sono crollati. Ma chi è che non consuma i ricchi o i poveri? Inoltre suggeriscono di non toccare la tassazione sui patrimoni e noi cosa facciamo sospendiamo L’IMU. ( crediamo veramente che cosi le persone si rimettono a consumare di fronte ad una sospensione? E poi su una tassa comunale ( o meglio pseudo) che serve a finanziare servizi?

    Ma siamo sicuri che la disoccupazione diminuisce perché abbiamo fatto gli sgravi sul cuneo alle imprese? Quale sarà la reazione di un’impresa allo sgravio per le nuove assunzioni ( proposta liberista berlusconiana DATE I SOLDI ALLE IMPRESE PERCHE’ SONO LE IMPRESE A DARE OCCUPAZIONE E A FARE LA CRESCITA!!) Non può forse l’imprenditore ristrutturare chiudere mandando in mobilità i lavoratori CIG ordinaria ed in deroga ( e poi vai con gli esodati) rifondare una NUOVA IMPRESA procedere a nuove assunzioni a costo ridotto? ( questa è una provocazione ed esagerazione e preciso che non considero gli imprenditori dei nemici)
    Il punto è che le imprese non assumono perché ci sono gli sgravi ma, come ho ricordato ad Imbersago, SE HANNO UNA DOMANDA DI PRODOTTI DA FRONTEGGIARE OVVERO SE QUALCUNO (NOI COMPRIAMO) e non sono le imprese che FANNO LA CRESCITA MA L’INTERAZIONE TRA IMPRESE E COMSUMO.
    Allora le imprese che esportano, e l’export tira, possono intercettare la crescita mondiale ed eventualmente essere incentivate ad assumere. Ma le imprese che vendono sul mercato interno ( ed in questo non si tratta solo di industria ma nella maggior parte di commercio) non assumerano nessuno se nessuno compra perché se ci sono i soldi per comprare anche nel mercato interno si compra italiano e resto del mondo.
    Il punto nodale che secondo me ancora la sinistra non ha capito è che NEL ECONOMIA DI MERCATO NON SI PUO’ IMPORRE ALLE IMPRESE DI DECIDERE COSA FARE DEI LORO PROFITTI.
    Si dice un’ora di lavoro stabile deve costare di meno di un’ora di lavoro precario. Porto un trafiletto di quando la sinistra per prima rese più flessibile il mercato del lavoro con il lavoro interinale ART.4 COMMA 2 Legge 196/97 TREU “Al prestatore di lavoro temporaneo è corrisposto un trattamento non inferiore a quello cui hanno diritto i dipendenti di pari livello dell’impresa utilizzatrice.” I
    Ecco la sinistra, la trasformazione della flessibilità in precariato, il mercato lo flessibilizziamo ma solo nell’interesse dell’impresa il lavoratore si accontenti di avere un lavoro. E dov’è la difesa del lavoratore non si poteva fare, come in altri paesi hanno fatto una norma, in cui IL LAVORATORE DOVEVA AVERE UN TRATTAMENTO ECONOMICO PIU’ ELEVATO del suo omologo a Tempo indeterminato a carico dell’imprenditore riconoscendogli per legge UN’INDENNITA’ MONETARIA IMPOSTA PER LEGGE. Questo avrebbe rappresentato una forma maggiore di attenzione per la condizione del flessibile ( certo monetaria) e un ulteriore costo che avrebbe incentivato l’impresa a stabilizzare una risorsa umana, se valida, in cui la flessibilità forse sarebbe diventata meno precarietà e dove il lavoratore aveva comunque un vantaggio monetario rispetto allo svantaggio di un rapporto di lavoro determinato nel tempo rispetto al suo omologo a tempo determinato!

    Ritorno al punto della crisi. Qualche giorno fa ho avuto un dibattito con Remo su politiche keynesiane o liberiste che però si è incentrato sulla questione uscita o no dall’Euro. A parte la mia posizione in merito, non posso che concordare che bisogna fare delle politiche Keynesiane, secondo me nei limiti del deficit del 3% con una richiesta di non conteggiare misure per l’occupazione (vuol dire un deficit reale maggiore) e con una visione rivoluzionaria verso l’Unione politica. Queste misure le traduco in primo luogo AUMENTO DEL REDDITO DISPONIBILE
    Do alcuni esempi
    1) riduzione delle aliquote IRPEF più basse MA AUMENTO delle ALIQUOTE IRPEF PIU’ ALTE perché della riduzione dell’aliquota più bassa fino allo scaglione di reddito corrispondente ne beneficia anche IL RICCO)
    2) adozione del reddito familiare LIMITAZIONE DELLE DETRAZIONI ALLE FAMIGLIE CON REDDITO MEDIO BASSO
    e in particolare DELLE FASCE DEBOLI, INVESTIMENTI PUBBLICI.

    Ultima notazione io non sono contro le imprese e neanche per abbassargli le imposte e renderle più competitive rispetto all’Area Euro ma prima forse bisogna stimolare la ripresa poi questo riguarda il tema della competitività del sistema paese.

    Potrei continuare ma mi fermo anzi ho sentito che hanno prolungato l’ECO BONUS alzandolo al 65% ( copertura aumento IVA) bene ma siamo sempre li se le persone non hanno i soldi per fare l’investimento iniziale? Però QUANTO NERO C’E’ IN QUESTO SETTORE ( vedi tema dell’Evasione Fiscale).

    Ne tanto meno la priorità sono le Riforme Costituzionali. ( ma chi ha sbandierato la riforma della forma di governo in campagna elettorale?) Esse possono essere auspicabili ed anche io credo che bisogna farle ma non hanno nessun impatto diretto ed immediato sulla crisi e se si volgiono fare si possono fare a prescindere dal governo.
    E il finanziamento ai partiti? Era forse una priorità? O forse una misura di immagine con cui i vecchi “partiti” dicono “vedete stiamo cambiando?

    La legge elettorale, invece, era la ragione “prima” della NECESSITA’ che ha costretto le due parti a mettersi assieme.

    Personalmente ritengo che l’azione del governo per il momento si limiti a misure di compromesso che si limitano a tenere in coma farmacologico il paese, ma cosa più importante mi pare non rispondano a quel cambiamento che la gente comune, e quella del PD, si aspettava.
    E forse l’impressione che ne esce è di un partito riformista che in realtà cosi riformista non è ma che soprattutto, manca di un progetto programmatico capace di allargare il consenso occupando uno spazio politico che ha lasciato ad altri e che per tale motivo non è che lo scudo della necessità delle larghe intese di fare prima le riforme costituzionali ( volute da Napolitano) gli stia cosi male.

    Ora Augusto su questo ti ho invitato a riflettere con la mia critica e più sulla necessità di comprendere le ragioni per cui la base NON ACCETTA LA POSITIVITA’ perché a prescindere dal fatto che sia una tua convinzione personale e su questo io non ho dubbi, si ha l’impressione che anche chi “RAPPRESENTA IL PARTITO A LIVELLO PERIFERICO ED E’ PIU VICINO ALLA BASE” sposi quella linea minimalista del “almeno proviamo a vedere il bicchiere mezzo pieno” DEL CENTRO che forse finisce per scoraggiare, allontanare le persone già disorientate dal SOGNO che quel Partito pensavano potesse rappresentare e quindi dal Partito stesso e da tutte le aggregazioni in cui si esprime.

  • davidecrupi  On 1 giugno 2013 at 16:39

    Nel precedente commento ho fatto due errori quindi li riporto corretti

    1) SUL LAVORO INTERNINAE …..E dov’è la difesa del lavoratore non si poteva fare, come in altri paesi hanno fatto una norma, in cui IL LAVORATORE DOVEVA AVERE UN TRATTAMENTO ECONOMICO PIU’ ELEVATO del suo omologo a Tempo indeterminato a carico dell’imprenditore riconoscendogli per legge UN’INDENNITA’ MONETARIA IMPOSTA PER LEGGE. Questo avrebbe rappresentato una forma maggiore di attenzione per la condizione del flessibile ( certo monetaria) e un ulteriore costo che avrebbe incentivato l’impresa a stabilizzare una risorsa umana, se valida, in cui la flessibilità forse sarebbe diventata meno precarietà e dove il lavoratore aveva comunque un vantaggio monetario rispetto allo svantaggio di un rapporto di lavoro determinato nel tempo rispetto al suo omologo a tempo INdeterminato!

    2) SULLE IMPRESE……………..Ultima notazione io non sono contro le imprese e neanche per NON abbassargli le imposte e renderle più competitive rispetto all’Area Euro ma prima forse bisogna stimolare la ripresa poi questo riguarda il tema della competitività del sistema paese.

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