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ANCORA SUL FINANZIAMENTO DEI PARTITI
Il rischio di questa ondata di piena di corruzione è l’emergere del convincimento che “messi a pane e acqua” i partiti ridiventerebbero “onesti” . Nadia Urbinati scrive un interessante articolo su Repubblica del 19 aprile nel quale, ripercorrendo alcuni decenni di storia della politica italiana, arriva ad alcune affermazioni molto convincenti: la prima è che alla luce della Storia, la Corruzione non sta nella sorgente del finanziamento; la seconda è che con il finanziamento privato, “alla corruzione della legalità si aggiungerebbe la corruzione della legittimità democratica”.
A proposito di corruzione della legalità Alberto Vannucci presenta, in un articolo su La Voce .info del 20 aprile 2012, un grafico della corruzione percepita. Esso colloca l’Italia in una posizione molto inquietante sulla quale è indispensabile riflettere e agire. Quando si parla di Crescita (ricordo il 27 aprile 2012 a Calco) non si può ignorare il peso di questa percezione dell’Italia da parte del mondo esterno.
http://europasiamonoi.wordpress.com/nadia-urbinati-_-finanziamento/
Nell’asse verticale si riporta la percentuale di cittadini a cui nell’anno 2009 sono state fatte richieste di tangenti o in generale di comportamenti illegali.
RIMBORSI E FINANZIAMENTO
Rimborsi – Finanziamento ai Partiti
Mi pare che il tema stia creando grande tensione nella società e ce ne sono ampi motivi. Di seguito presento subito alcune tabelle tratte da un articolo di Tito Boeri e Massimo Bordignon sulla Voce.info del 13 Aprile 2012 che mostrano il grande divario fra SPESE e CONTRIBUTI. L’equivoco è alla base di tutto: nel 93 vi è stato un Referendum sull’abolizione del finanziamento ai partiti. Esso è stato aggirato trasferendo il finanziamento in rimborso spese elettorali. Nostra affermazione di principio:
IL FINANZIAMENTO PUBBLICO E’ NECESSARIO PER RAGIONI DI EQUITA’ E DI TRASPARENZA MA SI DEVE PRETENDERE CHE NON SI GIOCHI SUI TERMINI E SI DEFINISCANO CON SERIETA’ SIA I CRITERI SIA I LIVELLI DI FINANZIAMENTO NECESSARI. E’ IN GIOCO LA DEMOCRAZIA, SU QUESTO ARGOMENTO !!!
Ecco le tabelle per dare subito un riferimento numerico ai lettori; poi i commenti alla proposta degli autori, con riferimenti ad altri autorevoli interventi.
Dati sulle elezioni politiche del 2008 |
|||||
| Voti camera | percentuale | Voti senato | percentuale | Voti totali | |
| PDL | 13.952.000 | 37,2% | 12.834.000 | 38,1% | 26.786.000 |
| PD | 12.434.000 | 34,1% | 11.357.000 | 33,8% | 23.791.000 |
| LEGA | 3.027 | 8,1% | 2.642.000 | 8,1% | 5.669.000 |
| UDC | 2.138 | 5,7% | 1.924.000 | 5,7% | 4.062.000 |
| IDV | 1.636 | 4,3% | 1.453.000 | 4,3% | 3.089.000 |
Nella tabella successiva (sempre da Boeri e Bordignon):
- Spese accertate dalla Corte dei Conti,
- costo di ogni voto ottenuto dividendo le spese accertate per il numero di voti di ogni partito,
- rimborso effettivo,
- costo sostenuto dallo Stato per ogni voto,
- differenza fra costo sostenuto dallo Stato e costo sostenuto dal singolo Partito.
| Spesa accertata (migliaia di Euro) | Costo di ogni voto (spesa diviso numero totale dei voti) in euro | Rimborso effettivo (migliaia di Euro) | Costo di ogni voto (rimborso diviso numero totale dei voti) in Euro | Differenza fra i costi del voto | |
| PDL | 53.650 | 2 | 206.519 | 7.71 | 5.71 |
| PD | 18,473 | 0,78 | 180.232 | 7,58 | 6,80 |
| LEGA | 2.940 | 0.52 | 41.385 | 7.30 | 6.78 |
| UDC | 15.745 | 3,88 | 25.896 | 6,37 | 2,50 |
| IDV | 3.440 | 1,11 | 21.649 | 7,01 | 5,89 |
Se si rimborsassero i partiti sulla base del costo minimo di ogni voto fra tutti quelli indicati e sulla base del numero di voti ottenuti si avrebbe la seguente tabella.
| Contributi dello Stato sulla base proposta Boeri ecc. (0,52 =costo Lega, moltiplicato per il numero di voti) |
Risparmio per lo Stato |
|
| PDL |
13.935 |
192.583 |
| PD |
12.547 |
167.684 |
| LEGA |
2.940 |
38.437 |
| UDC |
2.112 |
23.783 |
| IDV |
1.606 |
20.043 |
| totale |
33.150 |
442.529 |
Boeri e Bordignon proseguono nel loro lavoro indicando criteri che mantengono in vigore il concetto di Rimborso Spese, ancorandolo al numero di voti ottenuti e non di elettori potenziali. Ritengono che la proposta Alfano, Bersani, Casini non sia adeguata alla drammaticità della situazione sia sotto il profilo quantitativo sia sotto il profilo qualitativo.
La proposta i Boeri e Bordignon può essere così riassunta:
1.- riduzione a un quarto delle cifre messe a disposizione nel 2008; si parla di 1 EURO per elettore per elezione (oggi circa 4)
2.- il finanziamento deve essere commisurato ai voti ricevuti, non agli elettori potenziali, per evitare la spinta alla moltiplicazione dei partiti inutili.
3.- Se si tratta di rimborsi spese esse devono avere adeguata documentazione.
4.- Si deve stabilire una visione ottimale del costo standard per voto. E’ un principio sano che informa la “spending review” in corso attualmente. !!
I punti 5 e 6 riguardano le donazioni , il tetto massimo e la trasparenza necessaria !!
Link all’articolo di Boeri e Bordignon
Commenti personali:
A questo punto bisogna riprendere in mano la questione dall’inizio e cioè da quanto si sta vivendo in questi giorni: “abbiamo” lasciato andare avanti le cose in modo irresponsabile e questo permette di far crescere la antipolitica; dobbiamo far fare ai nostri partiti una forte autocritica che metta in gioco sia la gestione finanziaria del partito stesso, (trasparenza, certificazione, selezione della classe dirigente) sia il rapporto con la grande massa dei cittadini che vede solo la auto-difesa delle caste, delle corporazioni, di parti sociali contro altre parti sociali senza che l’interesse generale venga colto e perseguito.
La mia sensazione è che i nostri stessi dirigenti politici non colgano lo sconcerto fortissimo vissuto dalla base militante e da chi, pur esterno, si è sempre dichiarato elettore di sinistra, e del PD in particolare.
Tutti noi possiamo citare nomi di persone vicine che vivono la rabbia di questi momenti drammatici; muoviamoci prima che sia troppo tardi.
Vi sono molti articoli significativi sull’ argomento e li cito qui di seguito mettendo anche il link che permette di aprirli:
Misiani in risposta a Padellaro su “Il Fatto Quotidiano”. Link.
http://europasiamonoi.wordpress.com/misiani-_-padellaro/
Reichlin, sul quotidiano L’Unità con inquietanti estrapolazioni di come la situazione possa divergere verso un crollo della democrazia. Link.
http://europasiamonoi.wordpress.com/reichlin/
Una analisi dei costi della politica con comparazione fra Italia, Francia, Germania, Spagna e Inghilterra. Link.
http://europasiamonoi.wordpress.com/costi-comparati/
Tuttavia personalmente sono insoddisfatto dell’insieme delle reazioni dei nostri Politici; credo che sia difficilissimo vivere all’interno di una cerchia molto protetta e purtroppo autoreferenziale e capire e interpretare nello stesso tempo la rabbia che c’è all’esterno. Bisogna avere il coraggio di prendere su se stessi provvedimenti forti che avvicinino la gente comune alle classi politiche dirigenti, riconoscere i propri limiti, “fare ammenda” dice una elettrice del PD anch’essa molto irritata, e mettersi a studiare, riflettere, capire senza pensare di avere già tutto chiaro e risolto.
Augusto Rimini
FINE MARZO 2012
Gli eventi scorrono così in fretta che seguirli in dettaglio (o inseguirli) è praticamente impossibile se si vuole mantenere una visione di insieme, di linea di sviluppo.
Di seguito due tabelle che permettono di avere davanti a sè lo sviluppo di questi ultimi mesi.
cliccare sulle tabelle per ingrandirle
Come dice Eugenio Scalfari: se 100 giorni vi sembrano troppi !! (11 marzo 2012 – La Repubblica)
http://europasiamonoi.wordpress.com/eugenio-scalfari_100-giorni/
la seconda tabella mostra i nuovi sviluppo fino al disegno di legge degli ultimi giorni.
http://europasiamonoi.wordpress.com/proposta-mercato-lavoro/
(1) andamento dello Spread fino a metà Marzo. Valore raggiunto circa 300 punti. (partendo da oltre 550 a fine 2011 !!)
(2) Settori coinvolti e peso sul PIL.
Tutta questa sequenza di manovre, o meglio di leggi, ha un unico filo logico che risiede nelle parole iniziali di Mario Monti: Rigore, Equità, Sviluppo.
Con il rigore abbiamo fatto riprendere l’Italia dal bordo del baratro nel quale rischiava di cadere, e tutti stanno contribuendo, con maggiore o minore condivisione dell’equità, a questo scopo; ma la CRESCITA ?
Ne parleremo a CALCO il 27 APRILE con un economista già noto al nostro territorio, il prof. Francesco Paoletti (università Milano Bicocca) e con un imprenditore del territorio, proiettato nel mondo globalizzato, l’ing. RICCARDO CHINI, presidente di un gruppo industriale ben conosciuto nel Meratese, la Calvi di Brugarolo di Merate, leader mondiale nella trafileria e l’estrusione di acciaio.
Cercheremo di capire dalla viva voce di competenti e protagonisti quali interventi essi ritengano necessari per avviare finalmente l’operazione di Crescita, senza la quale tutto il rigore messo in campo non ci allontana per molto tempo dal bordo del baratro.
Roberto Scarpinato il 15 marzo scrive questo titolo per un suo articolo (3) riportato in una pagina apposita:
CARO MONTI, LA GRECIA E’ VICINA
Riprendiamo prima di tutto qui una tabella mostrata nell’articolo “Metà Marzo”, che fa il confronto di alcuni indici di libertà economica fra paesi a noi vicini e simili.
Roberto Scarpinato attribuisce in sostanza alla tolleranza della illegalità la causa politica principale per la mancata crescita; il numero “39″, che si legge nella tabella sopra presentata, ci mette in grande divario con i paesi a noi vicini e con cui ci dobbiamo confrontare. L’articolo di Scarpinato svolge una analisi molto interessante e drammatica delle modalità con cui si è prodotta questa situazione e invita il governo Monti a prendere di petto i problemi che ancora oggi la mantengono per evitare di riavvicinarci al “burrone” rappresentato metaforicamente dalla vicinanza con la Grecia.
A metà MARZO
Abbiamo parlato della Manovra Monti Salva Italia, abbiamo accennato alla Evasione Fiscale, e alla sua composizione, abbiamo accennato alle Liberalizzazioni come propedeutiche alla Crescita.
Oggi ci pare importante riprendere il filo del discorso generale e fare una fotografia di quanto sta succedendo in Italia alla luce dei 100 giorni del governo Monti.
Eugenio Scalfari sulla Repubblica di domenica 11 marzo presenta una analisi lucidissima che non solo mi sento di condividere in pieno ma che, soprattutto,vorrei che rappresentasse la traccia per un avvio della Riflessione Politica in vista delle elezioni politiche del 2013.
( al di là delle elezioni amministrative della primavera 2012)
Riporto perciò qui di seguito prima di tutto alcuni numeri relativi agli argomenti generali trattati nelle ultime settimane: liberalizzazioni e andamento del divario, “spread”, fra i nostri titoli decennali e gli analoghi tedeschi, per poi passare ad alcune considerazioni utilizzando punti dell’articolo di Scalfari
INDICE DELLA LIBERTA’ ECONOMICA – 4 PUNTI
| 1.- RISPETTO DELLE REGOLE | |
| DIRITTI DI PROPRIETA’ INTELLETTUALE, LEGGI DEL COMMERCIO, FALSO IN BILANCIO | |
| LIBERTA’ DALLA CORRUZIONE | |
| 2.- PESO DEL GOVERNO | |
| SPESA PUBBLICA | |
| PESO FISCALE | |
| 3.- EFFICIENZA DELLE REGOLE | |
| LIBERTA AFFARI | |
| REGOLE SUL LAVORO | |
| REGOLE MONETARIE | |
| 4.- APERTURA MERCATO | |
| LIBERTA’ COMMERCIALE | |
| LIBERTA’ DI INVESTIMENTO | |
| LIBERTA’ FINANZIARIA |
Tabella della graduatoria dell’indice delle liberalizzazioni fra 179 nazioni.
L’Italia si colloca al 92-esimo posto con un indice pari al 58,8 contro il 76,3 degli USA, il 74,1 dell’Inghilterra, il 73,3 dell’Olanda.
Confronto con paesi più simili al nostro, (cliccare per ingrandire)
I parametri drammaticamente scarsi sono quelli riferiti al non rispetto delle regole, alla corruzione, al non controllo della spesa pubblica.
Confronto negli anni fra Regno Unito, Germania e Italia, L’Italia sempre distanziata e in calo.
Riusciranno le liberalizzazioni impostate dal Governo Monti a spostare questa drammatica situazione ?
Se noi analizziamo la tabella dei confronti vediamo, come già detto, che i parametri drammaticamente scarsi sono quelli riferiti al non rispetto delle regole. alla corruzione e alla spesa pubblica.
Questi sono i temi discriminanti !!!
ILLEGALITA’ CORRUZIONE, SPESA PUBBLICA DA METTERE SOTTO CONTROLLO: l’agenda del governo Monti sembra volersi in effetti concentrare su questi punti. Ad esempio gli sforzi di analisi cosiddetta SPENDING REVIEW fa sperare in ricuperi sostanziosi di razionalità della Spesa Pubblica.
Inserisco ora l’ultimo diagramma dello SPREAD del 9 marzo. L’andamento costante in discesa fa ben sperare in una ulteriore discesa con evidente aiuto alla diminuzione del debito e al meno diffcile raggiungimento del pareggio di bilancio nel 2013. Il 9 Marzo il valore raggiunto è stato di 304 punti.
TESTO EMOZIONANTE
Da Libertà e Giustizia un testo emozionante di Gustavo Zagrebelsky.
La sua intensità e lunghezza ne impediscono la pubblicazione per esteso, direttamente sul monitor; premendo “more” o “continua” l’articolo appare in toto.
Riteniamo importante prenderne coscienza per il richiamo a una riflessione che, noi del PD, certamente dobbiamo fare per contribuire a salvare la democrazia oltre che l’economia Italiana.
Dipende da noi
Dissociarsi per riconciliarci
di Gustavo Zagrebelsky
per tutta Libertà e Giustizia
Continua a leggere
CRESCI – ITALIA
22_02_2012 IL DECRETO CRESCI – ITALIA, il secondo momento della manovra MONTI, fa spostare lentamente lo sguardo dal termine RIGORE al termine SVILUPPO, della terna citata continuamente da Mario Monti: Rigore, Equità, Sviluppo. Nelle prossime righe, dopo aver riassunto le cifre del decreto Salva-Italia passeremo più in rassegna le operazioni relative al decreto Cresci-Italia. Esso non è ancora stato votato in maniera definitiva dal Parlamento ma è sul concetto generale che vorremmo spendere alcune parole.
Del Rigore si è già parlato mostrando la forma con cui si è deciso di intervenire, aumentando le entrate e riducendo le uscite ( il grafico presentato nell’articolo sulla manovra Salva Italia mostra in modo sintetico la distribuzione di queste voci). Lo riportiamo qui di seguito per chiarezza.
Sull’Equità si è parlato avanzando incertezze senza poter cioè applicare in modo deciso un termine, equità, o l’altro, non equità.
Un insieme di elementi che grava su una grande platea di cittadini invece che sui soliti noti. !!
Ora avviamoci a esaminare e svolgere considerazioni sulla fase iniziale dello Sviluppo.
Il primo decreto di questa fase è rivolto alle LIBERALIZZAZIONI.
Pare molto interessante riflettere sui settori sui quali il decreto interagisce. Un articolo di Francesco Daveri, pubblicato dalla VOCE.info del 27 gennaio 2012, introduce una tabella di notevole acutezza:
http://europasiamonoi.wordpress.com/ottimismo_daveri_27_01_12/
Può sembrare per un istante faticoso e inutile, ma ci sembra che valga la pena di spendere qualche momento a comprendere il contenuto della tabella; infatti il discorso delle liberalizzazioni e della loro potenziale positività passa proprio attraverso la riflessione del modo con cui esse agiscono all’interno della società e delle diverse attività svolte.
- Ad esempio la colonna 1 indica gli scambi di attività, acquisti cioè, che le imprese del settore Energia hanno nei confronti delle imprese dello stesso settore (15,4 MLD €); così pure procedendo nella colonna 1, gli operatori di attività professionali (avvocati, ingegneri, architetti, notai, commercialisti) acquistano attività professionali per una cifra di 29,9 MLD €.
- La colonna 2 indica invece il volume di acquisti compiuti da imprese non del proprio settore dai diversi settori indicati, energia, trasporti via terra, banche ecc. ecc.
Si vede una cifra rilevantissima venduta dalle attività professionali, 151,3 MLD €
- La colonna 3 indica il volume di acquisti effettuato dalle famiglie, di energia, trasporti, farmaci, servizi professionali, commercio al dettaglio in particolare..
- La colonna 4 fa la somma di tutti gli acquisti precedenti. E si giunge così al dato finale rappresentato dalla cifra somma complessiva. Gli acquisti effettuati raggiungono il livello di 613,6 MLD €.
Si tratta di una cifra dell’ordine del 40% dell’intero Prodotto Interno Lordo (il PIL).
Quindi, il decreto sulle liberalizzazioni, che vedrà la sua approvazione finale entro breve, pur con i ritocchi che il Parlamento riterrà di apportare, agisce su settori che rappresentano il 40% del PIL.
Se le cose si fermassero a questo punto, e cioè se la aumentata concorrenza tra operatori, si limitasse a far ridurre la spesa di alcuni riducendo gli incassi di altri, non vi sarebbe alcun vantaggio di crescita complessiva.
Qui si deve far ricorso alle stime fatte dalle organizzazioni mondiali del commercio, e alla statistica rilevata da tutti gli economisti:
- Operazioni di miglioramento della concorrenza, e di liberalizzazione di operazioni finora molto protette dalle corporazioni, inducono incrementi possibili (prudenzialmente valutati) dell’ordine del 2,5 % degli scambi. Rapportati al volume complessivo del PIL ciò significa incrementi attesi di PIL superiori all’1%.
Questo è il senso del decreto sulle liberalizzazioni che Mario Monti ha definito CRESCI –ITALIA.
evasione fiscale
Poichè sono stati segnalati casi di impossibilità di visualizzare tutte le diapositive le ripresentiamo in “galleria” modificando anche i commenti.
Prima di parlare del decreto sulle liberalizzazioni, il cosiddetto CRESCI-ITALIA, conviene fare il punto su qualche aspetto dell’evasione fiscale legata alle persone fisiche; un interessante articolo di Bruno Tinti sulla rivista Micromega del luglio 2011 riporta dati che esplicitiamo, qui di seguito sotto forma di diagrammi. La prima immagine riporta sotto forma di tabella il numero di dichiarazioni presentate nel 2009 da dipendenti (1), da pensionati (2) da “altri” (3). E’ interessante guardare la distribuzione in percentuale delle dichiarazioni; l’87% è la somma di dipendenti e pensionati (ritenuta delle tasse alla fonte). Il 13 % delle dichiarazioni totali che assommano a oltre 41.000.000 (quarantunmilioni) è presentato da altri che non hanno la ritenuta alla fonte !!! Nella tabella sono presenti tutti gli altri dati, che verranno riportati sotto forma di grafico a torta successivamente. Il secondo grafico è solo l’espressione “a torta” del numero di contribuenti.
Guardiamo il terzo grafico e scopriamo che le tasse sono per oltre il 93% pagate dalle prime due categorie (dipendenti e pensionati) e solo circa il 7% è pagato dagli altri: i lavoratori autonomi contribuiscono perciò molto meno di quanto corrisponda al loro numero !!!
Il quarto grafico indica poi mediante una estrapolazione forse arbitraria, ma non senz’altro molto lontana dalla realtà, il reddito medio denunciato dalle diverse tipologie di dichiaranti.
Queste tre ultime “Torte” sono molto significative se vengono associate ad altri dati riportati da La Repubblica del 17 Gennaio, oltre che dall’articolo già citato di Bruno Tinti su Micromega. Redditi medi dichiarati da varie categorie: dai minimi delle attività commerciali e tecniche, ai medi dichiarati da professionisti.
” sempre da B. Tinti …… Cifre ridicole, che si commentano da sole. E che spiegano perché ogni anno lo Stato non incassa da 120 a 160 miliardi di imposte. Se 5 milioni di «altri» fanno, ciascuno (in media), un «nero» di 40 mila euro (che è una stima molto ottimistica), abbiamo un’evasione di 100 miliardi. Perché lo Stato non è mai andato a prenderseli?
“
Forse le misure adottate nella manovra Salva-Italia, (tracciabilità dei movimenti al di sopra di 1000 €, e disponibilità da parte della Agenzia delle Entrate dei movimenti di Conti Corrente) che dovrebbero migliorare la reale consistenza dei redditi “autonomi” e la pratica di scavare più in dettaglio negli esercizi pubblici, come sta avvenendo recentemente, potranno far ricuperare una parte sempre maggiore della somma evasa.
EQUITA’ – NON EQUITA’ ??
Presentiamo ora un grafico a barre che indica per i tre anni 2012-2013-2014 alcuni elementi essenziali della Manovra SALVA ITALIA. Si tratta di cifre che corrispondono a maggiori entrate o a minori uscite o, ancora, a minori entrate.
In particolare sono MAGGIORI ENTRATE
• la applicazione della IMU, imposta Municipale Unica,
• le accise sui carburanti,
• i bolli sulle operazioni finanziarie,
• la tassazione dei capitali “scudati – cioè rientrati in Italia dopo esportazione illegale,
• la tassazione su alcuni beni di lusso, auto, imbarcazioni, aerei.
Mentre sono MINORI USCITE le cifre legate alla operazione sulle Pensioni,
• non ricupero di inflazione per 2 anni e
• modifica del regime di pensioni, anzianità ecc.
Sono invece MINORI ENTRATE
• gli gravi di tassazione IRAP e IRPEF sulle aziende, legate alla modifica della applicazione dell’IRAP ai dipendenti, e in particolare alle nuove assunzioni di giovani e di personale femminile.
Una analisi del diagramma presentato non permette di stabilire in modo chiarissimo i termini di equità – iniquità che sovente nel mese passato sono stati usati a proposito della manovra Salva Italia.
Vorrei limitarmi a svolgere qualche breve considerazione:
(MAGGIORI ENTRATE)
1.- per la prima volta viene introdotta una qualche forma di tassazione “patrimoniale”
La introduzione dell’IMU ne è un chiaro esempio, con l’applicazione inoltre della rivalutazione dei valori catastali per rendere il valore del patrimonio più vicino alla realtà.
La riapplicazione dell’IMU alla prima casa, che sembra una afflizione per redditi bassi, viene mitigata con la franchigia di 200 € e la possibilità di incrementarla di 50 € per ogni figlio a carico (fino a un massimo di altri 200 €).
La applicazione dell’IMU sulle “altre case” o su beni aziendali ecc. si traduce in una reale imposta patrimoniale, legata appunto al valore di quanto posseduto.
2.- La tassazione per due anni sui capitali “scudati” rappresenta un piccolo contributo richiesto a chi aveva esportato illegalmente dei capitali ed era stato sostanzialmente condonato con un pagamento di una tassa “irrisoria”.
3.- La tassazione sulle movimentazioni finanziarie, bolli e costi sui conti correnti, al di sopra di valori “minimi”, rappresenta ancora una richiesta di contributo di tipo patrimoniale.
4.- La tassazione su alcuni beni di lusso incide minimamente sull’intera manovra, ma rappresenta un passo verso la richiesta di contribuzione maggiore da chi ha di più.
Le voci da 1 a 4 rappresentano complessivi 15,5 MLD € in media all’anno
5.- Le accise sui carburanti rappresentano una imposta sui consumi che ovviamente si distribuisce in modo legato all’utilizzo dei mezzi di trasporto ma non ha un effettivo senso di “patrimoniale”.
la voce 5 corrisponde a circa 5 MLD € all’anno
Questo è quanto si è potuto ottenere in una situazione di governo “strano”, come Mario Monti dice, in cui le sue scelte devono poi passare al vaglio di forze politiche che non le avrebbero fatte in toto ma che si adattano a compromessi per loro “accettabili” .
Una fetta non indifferente di MINORI USCITE viene dalla voce pensioni con tutte le variazioni che vi sono state;
• pensioni di anzianità,
• non ricupero dell’inflazione per due anni sulle pensioni al di sopra di tre volte il minimo
• modifica sulle pensioni di “vecchiaia” e sull’immediata introduzione del metodo contributivo.
La mia competenza in proposito è scarsa e mi sono solo permesso di presentare dati delle minori uscite degli anni 2012, 2013, 2014. Il peso della manovra complessiva sulle pensioni nel bilancio dello Stato è ovviamente crescente negli anni a venire. Mi sono volutamente fermato a rappresentare le Minori Uscite fino al 2014.
3 – 6 – 9 MLD € sono rispettivamente i risparmi negli anni 2012 – 2013 – 2014
Esistono poi due voci di MINORI ENTRATE che sono legate all’incentivazione alla assunzione di mano d’opera con la riduzione dell’IRAP sul personale e una particolare spinta all’assunzione di personale femminile e giovani.
Esse sono -2 , -5. -8 MLD € rispettivamente nei tre anni 2012 – 2013 – 2014
A breve una riflessione sulla manovra CRESCI-ITALIA
























